C Libri
Libri di Titolo C editi da Eidon Edizioni
Catturati in Africa. Internati in India. Storie tra i reticolati. Le vicende dei prigionieri delle Marche e di tanti altri Martino Lucio - Eidon Edizioni, 2023 - Daphne
Come un grande puzzle l'autore, giornalista di lungo corso, continua a ricomporre in questo secondo volume le alterne vicende di decine di migliaia di soldati italiani catturati in Africa dagli inglesi nel corso del secondo conflitto. Ricostruisce, per quanto possibile, le loro sofferenze e i sacrifici che hanno sopportato tra i reticolati. Mette in risalto la loro capacità di affrontare i cinque/sei anni di detenzione: chi si inventa un lavoro, chi cerca di fuggire nei modi più disparati, altri ancora che si dedicano allo studio o allo sport... Centinaia di ragazzi non sono mai più tornati dai campi di prigionia in India, Ceylon, Australia e l'autore ricorda uno ad uno i 553 soldati italiani sepolti nei cimiteri militari inglesi. La morte, per molti di loro, è stata una morte da combattente: uccisi sui reticolati che cercavano di varcare, seppelliti da frane di cunicoli da loro scavati durante tentativi di fuga, uccisi perché rifiutavano di smettere di cantare canzoni patriottiche, deceduti per aver rifiutato il rimpatrio per ragioni di salute, morti per conseguenze di ferite riportate in guerra. La capacità di soffrire e di sopportare è stato il valore che ha accomunato tutti: i caduti - il cui sacrificio estremo ha un alto valore morale - con i sopravvissuti che hanno nobilitato la loro esistenza dando un senso alla vita.
Catturati in Africa internati in India. I prigionieri italiani: le fughe dal Tibet ad Ancona. La Free Force Italia Redenta e la Repubblica Fascista dell'Himalaya Martino Lucio - Eidon Edizioni, 2020 - Daphne
Nelle parole del giornalista la storia dei prigionieri italiani catturati dagli inglesi in Africa, nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Con la competenza acquisita in lunghe e difficili ricerche, l'autore ricorda i protagonisti dimenticati, sopravvissuti ai duri scontri ma che, fatti prigionieri, furono trasferiti in India. Diecimila di loro, tutti ufficiali, vennero internati nel campo di Yol, ai piedi dell'Himalaya. Come vivevano? Come passavano i lunghi giorni di prigionia? Chi ebbe successo, a guerra finita, nella vita civile? Chi non ce l'ha fatta e perché? Come venne affrontato l'Armistizio quando anche nel Tibet nacque la Repubblica Fascista? Riuscì la Intelligence Britannica a creare una forza di intervento da impiegare in Europa? Il libro è una galleria di eventi e di personaggi, dai compagni di fuga come i due ufficiali di Marina anconetani, Elios Toschi e Camillo Milesi Ferretti, vera ossessione degli inglesi, che sulle loro teste misero una taglia di 20.000 rupie, alle guide indù, o alle avventurose scalate himalayane di chi divenuto collaborazionista ebbe il permesso, di uscire dal campo, giurando sul proprio onore di rientrare o infine agli "irriducibili" che furono tutti raggruppati nel recinto 25, uno dei quattro di Yol.
Catturati in Africa Internati tra India e Australia Martino Lucio - Eidon Edizioni, 2025 - San Giorgio
Tra il 1941 e il 1945 dei circa 84.000 italiani prigionieri degli inglesi in India, oltre 18.000 furono trasferiti in Oceania. Catturati nei teatri di guerra in Nord Africa, Africa orientale ed Europa, furono trasportati in Australia passando prima per i campi di smistamento in Egitto, Palestina e India. In Australia furono internati a Cowra, Murchison e Hay e nei campi di internamento nel New South Wales e nel Victoria. Molti di loro vennero impiegati nelle fattorie come contadini o allevatori, alcuni si sposarono e rimasero - a guerra finita - nell'isola continentale. Altri riposano nei cimiteri di guerra australiani. Dopo l'8 settembre, invece di rimandarli in Italia, gli australiani pensarono bene di metterli a lavorare nei campi. Una vera immoralità, considerando che molti di loro erano stati catturati nel 1940/41 in nord Africa e che i loro commilitoni combattevano a fianco degli australiani contro i tedeschi. Solo nel 1946/47 il governo australiano si decise a rimpatriarli.