C Libri
Libri di Titolo C editi da Libri Dell Arco
è l’unico pensatore antico di cui siano rimaste tutte le opere integrali. Nacque ad Atene nel 427 a.C.; fu iniziato alla filosofia dall’eracliteo Cratilo, ma l’incontro con Socrate (408) rimane l’episodio più significativo per la sua maturazione intellettuale. Dopo la morte del maestro fu a Megara e poi in Italia meridionale. Tornò quindi ad Atene, fondando nel 387 l’Accademia, prima scuola filosofica dell’antichità; morì nel 347 a.C.
Cratilo Platone Primiceri S. (Cur.) - Libri Dell'arco, 2023 - Gli Archetti
In questo dialogo è trattato il problema del linguaggio, o meglio, della correttezza dei nomi. Protagonisti del dialogo sono Socrate, Ermogene e Cratilo. Nel dibattito tra i protagonisti emergono le due teorie sul linguaggio. Ermogene simboleggia la concezione sofistica del linguaggio: per i Sofisti, a partire da Protagora, se "l'uomo è misura di tutte le cose", ogni tipo di nome si adatta a seconda delle condizioni poste dall'uso. Cratilo simboleggia invece la concezione naturalistica del linguaggio: esiste un'assoluta identità tra nome e cosa nominata. Il nome è vero sempre, perché racchiude in sé la stessa natura che pervade la cosa nominata. Platone, invece, fonda la sua concezione del linguaggio sull'ontologia; per Platone è immediatamente evidente che esista un'altra realtà al di fuori del nome; è la realtà stessa delle cose a cui i nomi si riferiscono. Bisogna infatti che esista una natura al di fuori del nome perché esista una reale nominabilità.
Critone Platone Primiceri S. (Cur.) - Libri Dell'arco, 2023 - Gli Archetti
"Meglio subire un'ingiustizia che commetterla". Sulla base di questo solido principio, Socrate rinuncia alla possibilità di fuga dal carcere che gli viene proposta dal suo discepolo Critone. Socrate è in attesa dell'esecuzione della pena capitale che gli è stata inflitta dopo un processo alterato e iniquo, alla cui sentenza ingiusta egli non ritiene comunque corretto sottrarsi, pur avendone l'occasione. Il Critone sembra scritto per mostrare il carattere di Socrate sotto una sola luce, non come il filosofo, che compie una missione divina e confida nella volontà del cielo, ma semplicemente come il buon cittadino, che essendo stato ingiustamente condannato è disposto a rinunciare alla sua vita in obbedienza alle leggi dello Stato.