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Libri di Titolo C editi da Bollati Boringhieri
Carte d'amore Prete Antonio - Bollati Boringhieri, 2022 - Nuova Cultura
Come dire l'amore? Con quale lingua e con quali immagini prende forma e luce il desiderio, che è principio e respiro del mondo? Seguendo il movimento di queste domande nei classici della poesia, della narrazione e delle arti, Antonio Prete esplora alcune figure dell'amore nella letteratura: tra queste, il turbamento, il segreto, la gelosia, la tenerezza, la seduzione, l'ostacolo. Al centro domina la riflessione sulle molteplici immagini dell'altro e sul vuoto che abita il desiderio, sul suo rapporto con l'illimitato e con l'attesa. In questa sublime escursione, attraversiamo diversi paesaggi, che non sono mera cornice o sfondo, ma il ritmo stesso della rappresentazione emotiva, come il giardino, il mare, le stagioni, la stanza, la strada. Un intermezzo colto e cristallino sul Simposio platonico, che è all'origine della meditazione occidentale sull'amore, accompagna indagini figurative che aiutano a declinare una «grammatica dell'interiorità». In "Carte d'amore" Prete prosegue la sua indagine sui sentimenti - dopo la nostalgia, la lontananza e la compassione -, interrogando ciò che Leopardi definiva «la più dolce, più cara, più umana, più potente, più universale delle passioni».
Compassione. Storia di un sentimento Prete Antonio - Bollati Boringhieri, 2013 - Nuova Cultura. Introduzioni
"Pietà mi giunse, e fui quasi smarrito". La pena e il turbamento che assalgono Dante davanti all'apparizione infernale degli amanti, dannati in eterno, pulsano in ogni moto di compassione. Al cospetto del dolore altrui, si instaura una prossimità che è risonanza empatica, percezione - e cognizione della comune appartenenza al fragile dominio del senziente, umano e animale. Sono lampi di fraternità di cui la letteratura universale restituisce il più sottile riverbero, o compianti ai quali le arti figurative prestano gesti e posture. Ma sulla natura virtuosa del "com-patire" non tutti concordano. Eccepiscono perlopiù i filosofi, insospettiti dal compiacimento della misericordia, o inclini a catalogarla tra le passioni deboli, oppure persuasi che certe forme di magnanimità caritatevole si riducano a surrogati ipocriti della giustizia sociale. Della compassione Antonio Prete segue i tragitti diretti e obliqui, esplora le ambiguità, rilegge le mitografie, in un saggio che è una vera e propria perizia di questo sentimento, condotta con l'infinita discrezione di chi sa lasciare la parola agli autori che studia da una vita, Baudelaire e Leopardi, accordandola magnificamente alla sinfonia delle altre voci.