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Libri di Titolo C editi da Garzanti
Cronache italiane Stendhal - Garzanti, 2007 - I Grandi Libri
È negli archivi del palazzo romano dei Caetani, in via delle Botteghe Oscure, che Stendhal trova, nell'inverno 1833-34, una raccolta di manoscritti dei secoli XVI e XVII, scritti da anonimi «in una specie di gergo», cioè in dialetto. In una lettera a Sainte-Beuve scrive: «Ho impiegato le mie economie per acquisire il diritto di fare delle copie. Tradurrò fedelmente questa roba, il cui merito, secondo me, risiede appunto nella fedeltà». Agli occhi di Stendhal infatti queste "cronache", benché l'amore vi svolga un grande ruolo, sono un complemento della storia d'Italia: «è la società da cui sono scaturiti i Raffaello e i Michelangelo»; le storie che vi sono raccontate contengono l'energia dei sentimenti, sono 'verità"; è la «passione italiana», come nell'ultima cronaca, Suora Scolastica, alla quale Stendhal sta ancora lavorando il giorno della sua morte, vortice romanzesco di una passione d'amore negata dalla violenza della società napoletana del XVIII secolo.
Cronache romane Stendhal Binni L. (Cur.) - Garzanti, 1983 - I Grandi Libri
Cronache romane - Garzanti
Cronache italiane Stendhal - Garzanti, 2026 - I Grandi Libri
«Ho acquistato a caro prezzo certi vecchi manoscritti dall'inchiostro ingiallito, che datano dal XVI al XVII secolo. Contengono delle storielle, tutte assai tragiche.» È da queste carte ritrovate da Stendhal a Roma negli archivi di Palazzo Caetani verso la fine del 1833 che nascono i racconti - tra cui i notissimiVanina Vanini e La badessa di Castro - radunati in volume nel 1855 con il titolo diCronache italiane. Che si tratti di una semplice trascrizione di quei manoscritti oppure di un libero adattamento che lascia ampio margine all'inventiva del romanziere, quel che è certo è che essi nascono da tracce «vere» della Storia. Nel torbido passato dell'Italia del Cinquecento e Seicento Stendhal trova formidabili esempi di passione, energia, istinto: storie di amori sfrenati sino al delitto, di gelosie, di crudeltà efferate narrate senza riserve morali, in nome dell'«aspra verità». Fra le mura dei conventi, nelle celle del carcere, nella prigione dei ruoli sociali e delle relazioni di potere evocati in queste pagine va in scena un confronto ininterrotto tra vita e morte che non concede consolazioni letterarie.