L Arte Libri
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L'arte di ascoltare Plutarco - Rusconi Libri, 2021 - Classici Greci E Latini
Il De Audiendo è la terza operetta del corpus dei Moralia, dopo il De liberis educandis e il Quomodo adolescens poetas audire debeat (più noto come De audiendis poetis). Si tratta di un'epistola (che risulta stesura di un discorso tenuto in precedenza) indirizzata al giovane Nicandro, che si trova nel passaggio dalla fanciullezza nel suo passaggio dalla fanciullezza all'età adulta, quindi a una educazione non più guidata da maestri e pedagoghi, bensì da chi vuole semplicemente "persuadere", come l'autore stesso si esprime. Considerata da molti autorevoli studiosi come una banale esortazione alla filosofia, o come un semplice manuale di bon ton dell'ascoltatore, l'epistola appare in realtà permeata dall'ideale della philanthropia, caratteristica dell'epoca in cui Plutarco visse, e cifra della sua personalità: ascoltare correttamente è "principio del vivere correttamente", citando le ultime parole dell'autore.
L'arte di capire la poesia. Testo greco a fronte. Ediz. bilingue Plutarco - Rusconi Libri, 2018 - Classici Greci E Latini
Appartenente ai Moralia, il "De audiendis poetis" - per la prima volta tradotto in italiano - presenta notevoli punti di interesse: dal punto di vista filosofico, per la fusione di platonismo, aristotelismo ed elementi stoici, si inserisce in quell'eclettismo destinato ad evolvere nei secoli; mentre dal punto di vista dello spirito critico sollecita i giovani lettori delle opere poetiche, invitandoli a porre attenzione a ogni cenno del pensiero e della volontà dell'autore e a separare il punto di vista del narratore da quello del personaggio, anticipando la moderna narratologia. L'opera giustifica l'imitazione di elementi "nobili" e "ignobili" da parte del poeta, perché è proprio la realtà a presentarli "mescolati" fra loro, concetto tramite il quale l'autore supera i motivi del rifiuto platonico della poesia e risolve at tempo stesso un problema posto da Aristotele nella Poetica. Il giovane dovrà comportarsi come l'ape che ricava il miele dai fiori più amari, inoltrandosi fra i cespugli spinosi: nella similitudine dell'ape è racchiuso il senso ultimo dell'opera.