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Libri di Titolo M editi da Priuli Verlucca
Prossime uscite di Massimo Centini
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788885711228 Il ritorno dei morti
- 9788836165391 La storia dei robot. Da Prometeo all'intelligenza artificiale: viaggio nei sogni e negli incubi dell'umanità
Martiri tebei. Storia e antropologia di un mito alpino Centini Massimo - Priuli & Verlucca, 2010 - Quaderni Di Cultura Alpina
I Martiri Tebei erano quei soldati appartenenti alla mitica Legione Tebea, composta interamente da cristiani, al tempo dell'imperatore Massimiano. Quando si rifiutarono di reprimere alcuni galli cristiani, la legione venne decimata ad Agaunum, oggi San Maurizio nel Vallese. Forse potrebbero essere solo una leggenda. Comunque, nel corso dei secoli, i Martiri Tebei hanno generato tutta una serie di tradizioni e miti moderni. All'origine del culto la testimonianza di Sant'Eucherio, vescovo di Lione della prima metà del V secolo, che ha assegnato ai Martiri Tebei un'eco che, a fasi alterne, è giunta fino a noi, trovando nella devozione popolare una notevole affermazione. In questo libro l'autore propone un'analisi approfondita del culto dei Martiri Tebei: vengono studiate le fonti di cui lo storico dispone al fine di comprendere in che modo possano aver alimentato la formazione del culto. Sono fondamentali il capitolo sull'evangelizzazione della regione pedemontana e quello sulla figura del santo martire. Altri capitoli analizzano la biografia di alcuni tebei "famosi" e i molteplici aspetti del culto che trova il proprio fertile humus in riti, culti, reliquie e in una fiorita aneddotica in cui agiografia, leggenda ed echi di pratiche pagane convivono in stretta simbiosi.
Magia medicina superstizione e credenze. Nella tradizione popolare piemontese Centini Massimo - Priuli & Verlucca, 2014
Questo libro vuole aiutarci a non dimenticare un passato forse più semplice, ma certamente provvisto di una propria forza e di una tradizione millenaria in cui magia e religiosità, lotta per l'esistenza e attenzione per la spiritualità, convivevano intensamente. Senza dubbio si tratta di un patrimonio ricchissimo, ogni giorno sempre più sprovvisto di memorie vive che sappiano riportarci la fragranza di una cultura di cui tutti siamo figli. Oggi che le voci dei nostri vecchi sono sempre più flebili, e in tanti casi ormai mute, abbiamo il dovere di non dimenticare il ruolo della cultura popolare; dobbiamo cercare di salvaguardarla, senza enfasi e con il necessario equilibrio, per non perdere di vista la nostra identità, le nostre radici, il nostro modo di essere nella storia. Un modo di essere connaturato, che talvolta ci ha fatti crescere con la consapevolezza che in alcuni luoghi masche o forse faje, poco importa, si ritrovino per ballare e adescare i meno attenti, trascinandoli così nel loro vortice colmo di mistero. Un modo di essere che ci ha anche insegnato ad ascoltare gli spiriti e i folletti: figure senza nome di un mondo rimasto inscritto nel nostro Dna. Per sempre. Le pagine di questo volume ci indicano il modo per guardare al nostro passato con orgoglio, con soddisfazione, in qualche caso con rimpianto.