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Libri di Titolo M editi da Silvana
Mannucci e il Novecento. L'immaginario atomico e cosmico. Catalogo della mostra (Fabriano, 24 giugno-2 settembre 2005) Crispolti E. (Cur.) - Silvana, 2005 - Cataloghi Di Mostre
Il volume accompagna la mostra con cui la città di Fabriano intende ricordare la figura di Edgardo Mannucci, protagonista dell'arte plastica informale europea. Dello scultore marchigiano sono ripercorsi gli esordi figurativi e poi neo cubisti, da cui l'artista approda successivamente a un'originale scultura informale: profondamente colpito dalla guerra e dall'atomica di Hiroshima, Mannucci fu attratto dalla possibilità di esplorare la materia, liberando il materiale grezzo e grumoso dalla gravità e permettendo all'energia imprigionata di guizzare nello spazio. Aboliti i materiali tradizionali, lo scultore ha sperimentato l'ottone, il rame, il bronzo, svolgendo un'operazione in parte affine alla contemporanea ricerca di Burri.
Mario Guido dal Monte. Dal futurismo all'Informale, al Neoconcreto, attraverso le avanguardie del Novecento. Ediz. illustrata Crispolti E. (Cur.) - Silvana, 2010 -
Certamente non sono molti gli artisti italiani del secolo scorso che nel proprio lungo percorso creativo, fra anni venti e ottanta, ne abbiano traversate le maggiori stagioni di ricerca, come è accaduto a Mario Guido Dal Monte (Imola, 1906-1990). E tanto più nella singolare condizione, per scelta deliberata, di un osservatorio sì di sguardo e di dialogo anche internazionale ma sostanzialmente mantenutosi in collocazione defilata, persino marginale, di base nella città natale. Una costante possibilità di presa di distanza, la sua, di un partecipare vivo e tempestivo, e attraverso formulazioni proprie indubbiamente originali, dialogando a tutto campo (assai presente attraverso mostre personali e partecipazioni nazionali e internazionali, a cominciare dalla Biennale veneziana nel 1928), senza tuttavia sostanzialmente lasciarsi coinvolgere più di tanto e temporalmernte più che tanto. E se mai veramente coinvolto lo è stato soltanto negli anni della sua breve ma assai vivace e articolata esperienza futurista (1927-1929), quando, in chiave di linguaggio d"'arte meccanica", ha vissuto in modo intenso (anche sotto il profilo organizzativo), in certa misura da protagonista, le attività di un particolare "luogo" del futurismo quale quello emiliano e romagnolo. Manifestando allora interessi non soltanto di pittore ma rivolti all'attività di una "casa d'arte", poi studio "Magudarte" (dalla ceramica alla moda, dal muralismo alla pubblicità).