Padova Libri
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Padova città dipinta. Percorso tra gli affreschi del Trecento Autizi Maria Beatrice - Editoriale Programma, 2024
Nella Cappella Scrovegni Giotto rinnovò profondamente la pittura e aprì la strada al Rinascimento. Enrico Scrovegni, per primo, ebbe la consapevolezza del valore celebrativo e propagandistico dell'arte e la sua intuizione fu fatta propria dai da Carrara. I signori di Padova chiamarono i pittori più famosi del tempo e di loro si valsero le famiglie più illustri per decorare le proprie cappelle. Tra il 1302 e il 1397 Padova si trasformò in una Urbs Picta, un itinerario di splendidi affreschi che, partendo dalla Cappella Scrovegni, coinvolse la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani, Palazzo della Ragione, la Reggia Carrarese, il Battistero della Cattedrale, la Basilica e il Convento di Sant'Antonio, l'Oratorio di San Giorgio e l'Oratorio di San Michele. I cicli affrescati del XIV secolo degli otto siti sono stati riconosciuti patrimonio UNESCO, ma anche il Castello Carrarese conserva ancora raffinatissimi dipinti, gli unici a carattere laico oltre a quelli di Palazzo della Ragione e della Reggia. Affreschi che non costituiscono solo un patrimonio pittorico unico nel suo genere, ma che lasciano anche un insieme di preziose testimonianze dell'arte, della storia, della cultura e della moda del Trecento nel periodo del libero Comune e della Padova carrarese.
Padova. Storia e arte. Ediz. a colori Autizi Maria Beatrice - Editoriale Programma, 2019
Padova è una città la cui storia vanta un passato millenario, illustre e ricco di eventi. Secondo gli antichi scrittori Padova fu fondata dal nobile Antenore fuggito da Troia, in epoca romana si trasformò in una delle più belle città dell'impero e nei primi anni del '300 vide la presenza di Giotto nella Cappella degli Scrovegni. Le sue opere aprirono la strada alla pittura e nel corso di un secolo molti cicli pittorici trasformarono la città in una urbs picta. Un secolo dopo, sottomessa alla Repubblica di Venezia, Padova perse la propria indipendenza ma conservò il prestigio internazionale grazie all'Università. Durante il Rinascimento la città divenne uno dei grandi centri artistici per la venuta di Donatello, che nella Basilica di Sant'Antonio realizzò l'altare maggiore e la splendida statua del Gattamelata posta sul sagrato. In città si formo Andrea Mantegna e qui si trasferirono importanti artisti fiorentini e veneziani, accolti da committenti lungimiranti in grado di comprendere il valore innovativo del loro linguaggio.