Pedagogia Libri
Libri di Titolo Pedagogia editi da Schole
Pedagogia delle età della vita Bobbio Andrea - Scholé, 2025 - Pedagogia
Bambini senza infanzia, fanciulli senza gioco, adolescenti senza sogni, giovani adulti senza futuro, adulti cinici e paurosi di invecchiare, anziani troppo soli o afflitti da un narcisismo di ritorno. Figure tragiche della postmodernità, esiti di percorsi di crescita umana frammentati, sradicati, privi di punti di riferimento e di modelli chiari, in una società caratterizzata da una crisi educativa ormai strutturale. Questo volume analizza le stagioni dello sviluppo umano e i fili che si intrecciano nella costruzione profonda del "farsi persona", in uno sforzo di raccordo tra le prospettive delle diverse scienze umane e «nella consapevolezza che la dimensione storica ed economica della vita non esaurisce la totalità delle componenti che formano la persona e la fanno essere un'unità dinamica in perenne trasformazione. Mossa da sogni, progetti, utopie, passioni estetiche, morali e politiche cui non può rinunciare, che si sforza di perseguire, faticosamente, anche mancando l'obiettivo, deviando dalla meta. Proprio tali aspirazioni - spesso talmente sopite da apparire fragili e impalpabili - costituiscono gli "appigli" che la relazione educativa può intercettare quale espressione di una cura che insieme promuove, rilancia, crea e recupera. Con un'inesausta fiducia nell'uomo e con l'umile aspirazione di aiutare la vita».
Pedagogia del gioco e teorie della formazione. Nuova ediz. Bobbio Andrea - Scholé, 2024 - Pedagogia
Il gioco, mèntore e dèmone allo stesso tempo, è un dispositivo formativo seducente e inquieto, da sempre studiato dalla pedagogia e mai compreso esaustivamente in un univoco orizzonte teoretico. A ogni indagine si rivela come un caleidoscopico turbinare di significati, spesso di segno contrapposto: il gioco è simultaneamente, o alternativamente, fonte di gioia e scarico di aggressività, manifestazione di eros oppure di thanatos, indizio di complicità e/o di competizione. Il gioco si associa all'infanzia ma, in senso propriamente pedagogico, contrassegna l'esistenza e il suo appello verso la vita. Il volume ripercorre la sterminata estensione semantica del termine "gioco" in uno sguardo che ha l'intenzione di restituire al lettore alcuni significati particolarmente pregnanti in chiave formativa. Il gioco come dispositivo d'inculturazione, apprendimento e formazione personale (prospettiva antropologica); come fonte di civiltà e di progresso umano (prospettiva culturale); il gioco si collega alle teorie sull'uomo e la sua educabilità (dimensione storico-teoretica) e, in una prospettiva didattica, il gioco è visto come fondamento metodologico di due realtà educative particolarmente attuali e che hanno assunto un autonomo valore idealtipico: la scuola dell'infanzia e l'esperienza scout. Una riflessione utile tanto ai cultori delle scienze umane quanto a chi intenda approfondire la tematica del gioco in una prospettiva più operativa.
Pedagogia del viaggio e del turismo. Natura e cultura del ben-essere Bobbio Andrea - Scholè, 2021 - Pedagogia
Se il turismo è una proposta socialmente organizzata, secondo i paradigmi del mercato e della tecnica, il viaggio è una libera propensione del soggetto e della sua capacità progettante, appartiene alla sua destinazione ultima, alla sua teleologia. Viaggiare è, anche metaforicamente, spingersi fuori dalla caverna platonica di un mondo ripiegato su sé stesso per avventurarsi in un universo fatto sì di segni, idee, forme estetiche, ma anche di relazioni, scambi, materialità, corpi, transazioni tra uomini, culture, linguaggi, assetti di potere, ambienti, natura. Il viaggio, da quello iniziatico a quello di formazione e di ascesi, ha sempre a che fare con l'apertura alla verità, o per lo meno con lo scioglimento, mai esaustivo e definitivo, dell'enigma della propria formazione. Di qui il concetto di ben-essere, inteso nella sua qualità ontologica originaria di corretta relazione con gli altri e con il creato, di armonica relazione dell'uomo con il sistema vivente di cui fa parte e senza cui non sarebbe. Un recupero di questa consapevolezza sembra essenziale per riqualificare il turismo contemporaneo, per pedagogizzarlo senza renderlo didascalico, lasciando intatta quella componente dionisiaca che lo connota come attività umana di oltrepassamento della realtà quotidiana e come oasi di gioia nella faticosa impresa dell'esistere.