Ambarab Libri
Libri di Titolo Ambarab
Ambarabà Culicchia Giuseppe - Mondadori, 2011 - Oscar Contemporanea
La città è una città. Sopra, arterie d'asfalto. Sotto, vene di plastica. Dappertutto un continuo viavai di corpi lungo strade e attraverso stanze, su e giù per corridoi, ascensori, scale mobili. Seguendole fino in fondo ci si inoltra nel buio rotto dagli squarci al neon delle stazioni, nel buio dove i treni corrono veloci. In una di queste pause luminose, ventuno persone stanno aspettando il convoglio. Nessuno conosce nessuno, nessuno parla. Chi tiene gli occhi chiusi, chi si ascolta respirare, chi si gratta la barba, chi stringe un sacchetto di nylon, chi si infila le dita nel naso, chi guarda un tipo dal sorriso strano e chi sorride strano... Ciascuno è chiuso nei propri pensieri che, nei dieci minuti d'attesa, prendono la forma di istantanee mentali: quelle che Culicchia, come l'angelo del Cielo sopra Berlino, coglie nei suoi personaggi, frammenti che rappresentano una manciata di esistenze qualsiasi, malate di solitudine e debolezza. Con una sorpresa finale.
Ambarabà Culicchia Giuseppe - Garzanti, 2000 - Narratori Moderni Formato Minore
Nel sottosuolo della metropoli, sotto la luce fredda dei neon, ventuno persone aspettano il prossimo convoglio. Nel tempo sospeso dell'attesa i pensieri prendono un ritmo particolare. E' il ritmo della folla solitaria, quando affiorano ricordi e paure, sogni e angosce, rabbie e desideri. Quelli che traccia Giuseppe Culicchia, prima di un finale che li comprende tutti, sono venti autoritratti della solitudine, senza filtri e senza mediazioni: sottofondi di banalità quotidiana, accordi di un'esperienza interiore ormai esplosa, echi sincopati di cronaca nera, assoli lancinanti di identità sempre più fragili, nostalgie di corpi segnati dalla violenza e dalla tenerezza.
Ambarabà Culicchia Giuseppe - Garzanti Libri, 2002 - Gli Elefanti. Narrativa
Nel sottosuolo della metropoli, sotto la luce fredda dei neon, ventuno persone aspettano il prossimo convoglio. Nel tempo sospeso dell'attesa, i pensieri prendono un ritmo particolare, che conosciamo bene. È il ritmo della folla solitaria, quando affiorano ricordi e paure, sogni e angosce, rabbie e desideri. Quelli che traccia Culicchia sono venti autoritratti della solitudine, senza filtri e senza meditazioni: sottofondi di banalità quotidiana, accordi di un'esperienza interiore ormai esplosa, echi sincopati di cronaca nera, assoli lancinanti di identità sempre più fragili, nostalgie di corpi segnati dalla violenza e dalla tenerezza.