Azzurro Libri
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Azzurro tenebra Arpino Giovanni - Minimum Fax, 2024 - Minimum Classics
Stoccarda, mondiali 1974. Forte del rapporto privilegiato con Facchetti e Bearzot, l'inviato Arp è uno dei pochi a prevedere la tragedia a cui stanno per assistere: sotto gli occhi attoniti di migliaia di emigrati italiani, la Nazionale italiana verrà eliminata al primo turno. Sotto la pioggia insistente dell'estate tedesca ogni cosa è trasfigurata, l'azzurro vira verso le tenebre e i luoghi si fanno sempre più spettrali - il castello del ritiro, i bar desolati a notte fonda, le tribune deserte dopo il fischio finale - e sugli spalti, nei discorsi sempre più amari tra Arp e i colleghi (tra tutti Gianni Brera) le sorti del mondiale e dei suoi protagonisti (Riva, Rivera, Anastasi, Chinaglia...) si confondono con le sorti politiche dell'Italia, con quelle di un giornalismo in decadenza e di un calcio in cui il divismo sta per soppiantare la poesia. Grazie al talento di Arpino per le storie "Azzurro tenebra" - il primo romanzo sul calcio della nostra letteratura, mai eguagliato per forza e poesia - è un libro indimenticabile, un malinconico canto d'amore per un calcio che dona più dolore che gioie e, come dice Arp, «è anche quello che non è».
Azzurro tenebra Arpino Giovanni - Spoon River, 2007 - Storia & Storie
A trent'anni dalla pubblicazione per l'Einaudi ritorna finalmente Azzurro tenebra, che Giovanni Arpino dedicò alla disfatta della Nazionale italiana di calcio ai campionati mondiali del 1974. Diventato un oggetto di culto, pressoché introvabile, il libro è certamente un grande romanzo sportivo, il solo del genere della nostra letteratura, ma è allo stesso tempo un'allegoria dell'Italia disastrata di quel periodo e una meditazione amara, malinconica eppure ilare sull'uomo che per vivere, soprattutto per non perdere la sua umanità e la speranza, deve sempre sfidare se stesso. Ben accolto al suo apparire da una parte dei critici, però incompreso da tanti altri, Azzurro tenebra è un romanzo che non si dimentica facilmente. Si legge tutto d'un fiato, è caratterizzato da un linguaggio felicemente inventivo e animato da personaggi memorabili, presi dalla realtà, "coinvolti ma non stravolti": da Arpino stesso, che vi compare come Arp, al Vecio (Enzo Bearzot), Ferruccio Valcareggi, Giacinto Facchetti, Gigi Riva, Carlo Parola, giornalisti come Gianni Brera e Bruno Bernardi. La ristampa di questo libro importante non colma solamente il vuoto che avvertivano gli "arpiniani" fedeli, ma consentirà ai lettori di oggi di scoprire la maestria narrativa di Arpino.
Azzurro tenebra Arpino Giovanni - Rizzoli, 2010 - Bur Contemporanea
Stoccarda, giugno I974, Mondiali di calcio: nonostante campioni come Riva, Mazzola, Rivera, Facchetti e Zoff, la nostra nazionale viene eliminata al primo turno, in mondovisione e sotto gli occhi attoniti di migliaia di emigrati italiani. Protagonista autobiografico di "Azzurro tenebra" è un inviato speciale che si firma "Arp" e assiste alla disfatta insieme al giovane cronista-scudiero "Bibì", come un Don Chisciotte del giornalismo affiancato dall'immancabile Sancho. Testimoni di un evento sportivo che presto assume i toni del grottesco, i due uomini sanno leggere in filigrana dentro quello che solo uno sguardo superficiale potrebbe archiviare come "niente altro che calcio", e vi scorgono il destino desolante di un Paese già votato allo scacco e a un malinconico tramonto. Scritto a muscoli tesi, con estro espressionista, il libro, si trasforma pagina dopo pagina nel glaciale referto di un doppio fallimento: la sconfitta sul campo e l'insufficienza estetica del gioco degli azzurri rispecchiano la generale carenza di etica e la miseria della condizione politica nel Paese.