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Libri di Titolo C
Cani dell'inferno Benati Daniele - Quodlibet, 2018 - Compagnia Extra
"È un libro pieno di persecutori. Chi è che non ne ha avuti di persecutori? quei tali che ossessionano, rompono le scatole, portano disgrazia. In questo libro persecutori di varia razza e apparenza assillano il protagonista, anche solo in forma di fantasmi piantati in testa, o di amiconi venuti per bere alcolici o surrogati. Il protagonista, tale Joe, è finito in una città americana a spese dello Stato, non sa neanche lui perché, in Mystic Avenue 3847, un palazzone che di sotto ha un McDonald's; e attraverso i gabinetti si sbuca direttamente in un'università americana: è finito lì per scontare una pena? non sarà già nell'aldilà? nell'inferno personale del protagonista? o in qualche inferno moderno dove si arriva senza avvedersene?" (Ermanno Cavazzoni)
Cani dell'inferno Benati Daniele - Feltrinelli, 2004 - I Narratori
"In una città americana, che potrebbe somigliare a quella di Blade Runner, c'è un ristorante McDonald's frequentato soltanto da barboni. Passando attraverso i gabinetti del McDonald's si accede a una delle più importanti università americane e poi ai vari piani d'un grande palazzo situato al numero 3847 di Mystic Avenue. Pare che in quel palazzo abitino molti deportati politici, mandati dal Governo italiano col pretesto di collocarli in un ufficio consolare, oppure in quella famosa università come professori. A volte i deportati sono lasciati per sempre in un appartamento a far niente, ad annoiarsi e a pensare alle donne. Tutti fanno le stesse cose, vagabondano senza meta, raccontano all'infinito la stessa storia". (Gianni Celati)
Collezionisti si nasce. La galleria di Matteo Campori a Modena Benati Daniele Pagella Enrica Peruzzi Lucia - Franco Cosimo Panini, 1996 - Musei Civici Di Modena
Il volume è il catalogo dell'esposizione di Rocca di Vignola (dicembre 1996 giugno 1997) e ricostruisce la quadreria di uno dei più interessanti collezionisti vissuto a Modena tra i due secoli. Non sono solo raccolte le opere (oggi proprietà del Museo Civico modenese) ma è ampiamente illustrata la figura di Campori e il suo stesso museo è riprodotto in un "percorso per immagini" che ha il sapore di una vera e propria visita ricostruita a partire da una serie fotografica d'epoca.