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Libri di Titolo C
Come uno che passa Bianco Vito - Torri Del Vento Edizioni Di Terra Di Vento, 2017 - I Gelsomini
La vita è quella del ricordo. Strana ipotesi, il presente, per non parlare del futuro: un giorno progresso e l'altro apocalisse. Vito Bianco lo sa che la vita è quella del ricordo e che bisogna andare a prenderla dove l'abbiamo lasciata l'ultima volta. Andare: c'è forse discorso senza viaggio? Poesia migrante, la sua; vettoriale: da Sud verso la direzione opposta, perché da un bel po' il vento è girato e il canto giunge dall'Africa. Nella sua rotta tutta verticale avviene l'incontro con "i padri mai stanchi", che vanno à rebours, come gli affaticati e gli insonni: la democrazia degli stati d'animo è l'ultimo spettacolo del mondo. Vito Bianco è andato al Nord, ha lasciato i suoi libri dalle parti di Agrigento: il grave, per ordine di Newton, sta a fondo. Le poesie, lette in sequenza, costruiscono una storia, e dal basso continuo del racconto emergono nitide le immagini di una quotidianità osservata con occhi da straniero: figure femminili "in giacca a vento blu", "una bionda che sbadiglia", "la lana di un pensiero che si smaglia". Poesie urbane, come le tele di Sironi; ma urbane anche nell'accezione di starsene da canto.
Carnoval Bianco Vito - Scatole Parlanti, 2026 - Voci
La vita inquieta di Carnoval, pittore ossessionato da un'idea di perfezione tanto assoluta quanto irraggiungibile, prende forma attraverso lo sguardo partecipe di un testimone privilegiato: l'amico Carlo. È lui a ricomporre, in una trama densa e stratificata, le voci di chi ha attraversato l'esistenza dell'artista - le due mogli, gli amici, i compagni di studio - restituendo il ritratto di un uomo sfuggente, interamente votato a una ricerca espressiva radicale e solitaria. Tutto ha avvio dall'ultimo incontro tra i due amici, una notte di confessioni nata quasi per caso in cui il pittore si abbandona a un flusso di pensieri, ricordi e interrogativi. Prende forma così un racconto che tenta di avvicinarsi a ciò che per sua natura si sottrae a ogni definizione: la verità di un'esistenza, il senso di una vocazione irriducibile. Ne emerge una storia inevitabilmente incompiuta, segnata dall'assenza e dall'enigma, ma proprio per questo autentica: una riflessione sul mistero dell'identità e sull'inesauribile, inquieto magnetismo dell'atto creativo.