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Libri di Titolo C
Cestha: primo salvataggio. Il cavalluccio marino Cavallari Fabio - Il Ponte Vecchio, 2024
Quella che andrete a leggere è la storia del Cavalluccio Marino, e del Cestha, Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat di Marina di Ravenna. Potevano esserci mille modi per raccontare la vita di questo singolare e affascinante animale del mare, ma noi abbiamo scelto una strada bizzarra, fuori dalle righe. Potevamo dare parola ad un biologo marino, ad un giornalista scientifico, a un comunicatore esperto delle acque e dei suoi abitanti. Invece, abbiamo optato per una soluzione più semplice e al contempo fantastica. A parlare è un cavalluccio marino. Abbiamo dato voce a chi voce non può avere, restituendogli l'onore della leggenda che gli antichi greci celebravano su di lui. Lo abbiamo reso moderno, in qualche maniera pop. Questa però è e rimane una narrazione sui generis, fatta di paradossi, domande inevase e aneddoti reali. Potremmo ritenerla un omaggio letterario al cavalluccio marino ma, allo stesso tempo, una modalità per raccontare l'avventura di questo gruppo di ragazzi che a Marina di Ravenna da dieci anni sta facendo un lavoro straordinario con gli animali marini in difficoltà, in via d'estinzione, per l'inquinamento dei mari e per gli effetti accidentali della pesca. Età di lettura: da 6 anni.
Cristiana. «Non ho paura di andare da Gesù» Cavallari Fabio - Itaca (Castel Bolognese), 2013 - Testimoni
Il 9 gennaio 2012 moriva a Lugo, a soli ventisei anni, Cristiana Ferretti a seguito di una malattia che nel tempo l'aveva resa cieca. Cristiana viveva la menomazione della vista come una potatura che l'induceva a mettere ancora più amore in ciò che le era rimasto, la voce, la sua grande passione. Non è una biografia quella raccolta nelle pagine di questo libro, ma la narrazione di senso, il racconto atemporale di una vita condotta guardando al mistero. "Non ho paura di andare da Gesù" disse Cristiana a nove anni, quando si palesò la sua malattia. Una frase ripetuta a quindici anni, a venti, pochi giorni prima dell'ultimo cammino. In mezzo, una vita vissuta pienamente con coscienza e certezza dello scopo. Cristiana conosceva il suo destino. Amava con spregiudicata gentilezza ogni cosa della vita perché sapeva di essere amata. Cantava le liriche di Dio, con la tecnica e con il cuore. Intonava l'amicizia con la schiettezza e l'affetto puro dei bambini, senza sovrastrutture, impostazioni, doveri o risposte confezionate. Cristiana è stata, e lo è ancora, esperienza viva, il cristianesimo in cammino.