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Libri di Titolo C
Civiltà in cammino. Dinamiche ambientali, sociali e politiche nel Mezzogiorno medievale Dalena Pietro - Adda, 2022
Il pendolo della storia del Mezzogiorno medievale oscilla tra la peste giustinianea (VI sec.) e la peste nera (XIV sec.), entrambe importate dall'Oriente. In questo arco di tempo si susseguono decadenze e rinascite, stagnazioni, sedimentazioni etno-culturali, spinte regressive e innovative. In questo schema, i differenti tasselli tematici (che riguardano aspetti delle dominazioni longobarda, bizantina e normanno-sveva) si scompongono e ricompongono in un puzzle apparentemente disorganico, ma cucito da tratti pregnanti di civiltà che rigenerati dimostrano una singolare vitalità dopo le pandemie. Il talento principale del lavoro consiste nella sua stratificazione tematica e nella complessità degli eventi trattati anche in rapporto alle ricadute sull'ambiente umano che, proprio come si sottolinea nel capitolo d'apertura, sembra patire notevolmente i capricci della natura e le sue manifestazioni letali. Presentazione di Antonio Felice Uricchio.
Calabria medievale. Ambiente e istituzioni (secoli XI-XV) Dalena Pietro - Adda, 2015 - Storia E Documenti
"Quel che si apprezza, in queste pagine, è il respiro che non stringe la Calabria entro gli augusti confini di una terra "marginale", come in troppi hanno fatto, ma la colloca dove va collocata: al centro del Mediterraneo e di una problematica storica i protagonisti della quale - per il periodo considerato - sono i medesimi della "grande" storia: l'eredità bizantina, l'ombra del vicino Islam, i conquistatori normanni, i legislatori svevi, gli angioini e gli aragonesi guidati da sovrani i quali, non a caso, attribuirono il titolo di duchi di Calabria ai loro eredi al trono. Calabria europea, Calabria mediterranea. Terra nella quale si riflettono, con una specifica problematica, le grandi questioni e nella quale si propongono, con specifiche varianti, le grandi strutture di fondo della storia appunto euromediterranea. [...] Una storia di differenze, di articolazioni, di sfumature, spesso sfociata in momenti drammatici. Una storia aspra e talvolta amara, una storia cupa eppure illuminata da straordinari squarci di luce. Non è un caso che questa terra di acque limpide e di profonde foreste fosse una perla della Magna Grecia; né che vi sia nato e vi si sia ispirato quel purtroppo in parte ancora misconosciuto ma intenso e profondo genio del Rinascimento che fu Galeazzo di Tàrsia, una voce poetica dell'altezza di un Cervantes, di un Tasso e di uno Shakespeare" (dalla Prefazione di Franco Cardini).