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Cantari fiabeschi arturiani Delcorno Branca D. (Cur.) - Luni Editrice, 1999 - Biblioteca Medievale
A partire dalla metà del Trecento i cantari costituirono una sorta di "poesia per tutti", che trionfava, codificata nella forma dell'ottava rima, sulle piazze dei comuni italiani. Questa narrativa breve conosce un ampio spettro di possibilità (epico-cavalleresche storiche, rnitologiche, agiografiche, novellistiche), ma il filone fiabesco e leggendario resta pur sempre il più antico e il più tipico. I cantari fiabeschi arturiani, per lo più irrelati rispetto ai grandi romanzi della "matière de Bretagne", appaiono saldamente legati ad un luogo (la corte di Artù), alle sue convenzioni (grandi assemblee, richiesta di soccorso,vanti, inchieste..) e alle sue situazioni topiche (impegno di vendetta, duelli per conquistare una dama, fanciulle a rischio di subire violenza, castelli incantati, giganti..). I testi che qui si presentano editi criticamente, sottratti alle occasionali e antiquate edizioni dove erano disperdi - Carduino, Il Falso Scudo, Astore e Morgana, Lasancis, Galasso dalla Scura Valle - acquistano forza e significato proprio dal fatto di essere raccolti così da sottolineare alcuni elementi comuni. Essi rivelano una sorta di narrativa "sommersa", quella delle piazze, cara agli artigiani più o meno alfabetizzati, ma nota e ascoltata anche da meno sprovveduti personaggi, siano l'autore della Tavola Ritonda o il frate Evangelista Fossa traduttore di Seneca e dì Virgilio o il conte Matteo Maria Boiardo.
Carlo Rosselli. Gli anni della formazione e Milano. Atti della giornata di studi università commerciale Luigi Bocconi (Milano, 26 settembre 2007) Del Corno N. (Cur.) - Biblion, 2010 - Storia, Politica, Società
Carlo Rosselli (1899-1937) arrivò a Milano nell'autunno del 1923 come assistente di Luigi Einaudi all'Istituto di Economia Politica dell'Università Luigi Bocconi. Iniziò un periodo molto importante per la sua vicenda umana, e per l'elaborazione del suo pensiero politico, grazie a incontri e frequentazioni che servirono a confermare e a sviluppare nel giovane quelle idee politiche-economiche su cui aveva iniziato a ragionare da qualche tempo, rafforzato nelle sue convinzioni socialiste e liberali anche dai fondamentali viaggi in Inghilterra nell'estate del 1923 e nell'autunno del 1924.