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Cosima. Ediz. critica Deledda Grazia Manca D. (Cur.) - Edes, 2021 - Filologia Linguistica E Critica Letteraria
Cosima. Ediz. critica - EDES
Cosima. Ediz. critica Deledda Grazia Manca D. (Cur.) - Edes, 2016 - Filologia Linguistica E Critica Letteraria
Grazia Deledda morì a Roma il 15 agosto 1936. Dopo qualche settimana il primogenito Sardus trovò in un cassetto della sua casa un autografo senza titolo e senza la parola «fine». Si trattava di un elaborato inedito contenente memorie romanzate della madre sul periodo nuorese, una sorta di schermata autobiografia tradotta in finzione letteraria, il cui intreccio si dipanava sul filo di una narrazione di sé fatta in terza persona. Il 16 settembre la «Nuova Antologia», dopo non trascurabili interventi correttori, iniziò la pubblicazione a puntate del romanzo. Nel maggio del 1937 - ulteriormente riveduta e corretta - l'opera uscì per i tipi della Treves. Da quel momento il testo conobbe vicende ed evoluzioni diverse. La collana «Filologia della letteratura degli Italiani» ne propone per la prima volta l'edizione critica.
Cosima Deledda Grazia Manca D. (Cur.) - Mondadori, 2026 - Oscar Moderni. Cult
Una casa semplice, dal cui portone affacciato sulla strada esce una bimbetta bruna, in attesa di qualcuno a cui comunicare una grande notizia. Inizia così Cosima, con l'indimenticabile figura di una giovane narratrice in attesa. Nelle pagine del romanzo la vedremo crescere, scoprire ancora giovanissima una insopprimibile vocazione letteraria, «ribelle a tutte le abitudini, le tradizioni, gli usi della famiglia e anzi della razza, poiché s'era messa a scrivere versi e novelle», affermarsi come autrice, infine scegliere di lasciare l'isola natia per il Continente. Opera fortemente autobiografica, Cosima è il testamento poetico di Grazia Deledda e nello stesso tempo, per Dino Manca, «il romanzo del nóstos, del ritorno con la memoria a Itaca, al cordone ombelicale mai reciso con la Madre-Terra, a un sentimento del tempo, quello dell'infanzia e dell'adolescenza, irrimediabilmente perduto». Nello stesso tempo, afferma Daniela Brogi, «non è una rievocazione nostalgica», ma «un autoritratto, a distanza, fatto da una scrittrice che sa bene e vuol farci vedere bene in cosa si è trasformata la bambina». Uscito postumo e incompiuto, il romanzo getta luce sull'intera produzione della scrittrice: «è come se Cosima fosse l'esito di tutti i volti di Deledda che rinascono e tornano a casa. E quella casa è la scrittura stessa, sa domo».