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Libri di Titolo C
Chiaro di Venere Demurtas Claudio - Lfa Publisher, 2022
Dall'atroce massacro nella piana delle Giare in Vietnam nel 1963, alla drammatica fine di Salvador Allende dieci anni più tardi in Cile ad opera di Pinochet, si dipana il filo della storia di Federico, una matricola universitaria di nome e di fatto che, sullo sfondo del suo amore tormentato per Roberta, confessa tutte le sue défaillances sentimentali, politiche, sociali e perfino religiose, ambientate in una Sardegna onirica ben celata sotto nomi di fantasia. E questo eterno studente che non riesce a schiodarsi dalla banalità di luoghi comuni asfittici a causa di una pertinace pigrizia di informazioni e di letture - all'inizio dell'anabasi la sua visione del mondo e delle cose della vita era quasi tutta contenuta nelle cronache di calcio del "Corriere dello Sport" ; capace però a un certo punto di una serrata autocritica, riuscirà, spandendo sudore e sofferenza a trovare se stesso, il mondo e quel mitico amore tanto idealizzato, attraverso vicende velate da ironia, sberleffi amari camuffati perfino da umorismo, cui sottintende però vera e propria angoscia esistenziale e male di vivere.
Chiaro di Venere Demurtas Claudio Rampin N. (Cur.) - Eventualmente, 2017 - Fiore Di Loto
Chiaro di Venere - Eventualmente
Carillon Demurtas Claudio - Dialoghi, 2024 - Intrecci
Severino è un professore tormentato da conflitti interiori che toccano l'assoluto sentimentale, vagheggiato come connubio perfetto di spirito e corpo, inseguito e mai raggiunto. La sua ricerca lo trascina in una fantasmagoria di avventure uccise dal sesso, che lo fanno piombare in un tedio baudelairiano. Caduto in forte depressione, tenta il suicidio. A questo punto, Bebo, il suo amico pittore, gli indica una via di fuga rappresentata da una ballerina da lui conosciuta in Spagna: Estrella, fiore bellissimo ma stregato. Una improvvisa vaghezza punge Severino: deve andare a cercarla. Ma è inverno e, in quella stagione, lei si trasferisce in America. Inizia così un vagabondaggio surrealista e vagamente dadaista, dove il pensiero di Estrella diventa ossessione e incubo.