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Libri di Titolo C
Catania: due o tre cose che so di lei Di Grado Antonio - Algra, 2022 - Congetture E Confutazioni
Micio Tempio e sant'Agata, la torre Alessi e il mare occultato, la "Milano del Sud" e la "Seattle italiana", la città-carcere di De Roberto e la città-salotto di Brancati, il monastero dei Benedettini e le penombre di villa Bellini, i poeti estinti e le operaie del sesso, le risate di Franco Battiato e le sgroppate del "Papu" Gomez, la "primavera" di Bianco e il porto franco dei valdesi, e tant'altro e altri ancora, giocano a rimpiattino e di tanto in tanto si mandano un fischio in questa rievocazione che a un tentativo di analisi critica, a un brusco "à nous deux" con una città multanime, inevitabilmente e inestricabilmente mescola il canto di sirene della memoria.
Crimini e crediti. Novellino universitario Di Grado Antonio - Euno Edizioni, 2020
Dieci apologhi o meglio "capricci" di ambientazione universitaria, scritti da un ex accademico che in quel mondo ha vissuto con passione, e se ora ha voglia di sorriderne non è per rinnegarlo ma per rimodularne in chiave di allegretto tipi e tic, patimenti e magagne, inaspriti e parodizzati fino al grottesco. Cattedratici bolsi o sfigati, discepoli maldestri o malmostosi, congiure sgangherate e simposi surreali, goffi amori e sordi rancori danno vita e colori a una irriverente gouache alla Daumier. E a furia di smorfie e lazzi si tramutano in una masnada di guitti, assoldati per alleviare il peso di questi giorni grevi.
Chi apre chiude. Dispacci e cimeli arenati nel web Di Grado Antonio - Le Farfalle, 2013 - Rossa
Quando un docente universitario insofferente dell'accademia s'imbatte nelle infinite risorse del web, e soprattutto nella sterminata piazza dei social network, può capitargli di sperimentare inedite (e più libere e personali) forme di comunicazione, non solo con i suoi studenti ma anche con un pubblico più ampio di sconosciuti che presto diventeranno "amici". Così lo "stato" e le note di facebook gli offriranno un davanzale da cui ogni giorno affacciarsi per dire la sua sul mondo, per alternare detti e contraddetti, plausi e botte, paradossi e congetture. Un disordinato e appassionato diario in pubblico, insomma, in cui discutere di politica e di costume, di letteratura e di vita, ma anche d'altro e dell'Altro: se in queste pagine accadrà al lettore d'incappare in segrete memorie o in dubbiosi atti di fede, è perché l'autore è convinto che ogni ricerca dovrebbe anzitutto esporre e mettere in discussione l'effimera identità del ricercatore.