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Libri di Titolo C
Cultura e imprese, un caso italiano. Breve storia di «Civiltà delle Macchine» Ferrante Marco - Quodlibet, 2025 - Elements
«Civiltà delle Macchine», rivista fondata agli inizi degli anni Cinquanta, ha lasciato una traccia molto significativa nel dibattito italiano del dopoguerra e nell'estetica delle pubblicazioni periodiche. House organ di Finmeccanica, la rivista, ideata da Giuseppe Luraghi, manager umanista e intellettuale, e da Leonardo Sinisgalli, ingegnere e poeta, segnò il dialogo tra le due culture, scientifica e umanistica, nel dibattito di quegli anni. C'è una ricca pubblicistica e bibliografia analitica sui contenuti, sull'estetica di «Civiltà delle Macchine» e sulla storia delle sue copertine d'arte. Questo è però il primo lavoro che ne ripercorre l'intera esistenza: la fondazione nel 1953, il cambio di direzione e la chiusura, il primo tentativo di farla rinascere, la progressiva e un po' mitologica insorgenza del caso che aveva rappresentato, la riedizione nel 2019 fino al dicembre del 2024, quando è stata introdotta una nuova testata. Sono cinque gli aspetti specifici portati alla luce, che contestualizzano e danno un senso di unitarietà a questi oltre settanta anni di vita. Innanzitutto il ruolo ideativo di Giuseppe Luraghi e l'importanza di un'editoria che può essere definita in questo caso restitutiva; gli anni della seconda direzione della rivista affidata a Francesco (Flores) d'Arcais; successivamente l'esperienza pro-cugina di «Nuova Civiltà delle Macchine», durata quasi trent'anni che, pur senza la forza estetica dell'originale, tenne in vita il dibattito tra scienza e umanesimo; la nascita del museo che raccoglie una parte delle copertine della rivista presso la Cassa Depositi e Prestiti, un'operazione che ripropose e valorizzò un aspetto chiave della storia della rivista; infine il significato attuale del dialogo tra le due culture.
Casa Agnelli. Storie e personaggi dell'ultima dinastia italiana Ferrante Marco - Mondadori, 2008 - Oscar Bestsellers
Gli Agnelli sono l'unica tra le dinastie storiche del capitalismo italiano ad aver conservato una posizione paragonabile a quella dei tempi d'oro, della nascita delle grandi industrie moderne tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, e sono un simbolo del capitalismo famigliare non solo in Italia. In questo libro si racconta chi sono gli eredi del senatore Giovanni Agnelli, il fondatore della Fiat, attraverso più di cento microritratti di fratelli, cugini, nipoti, zie. Sono bozzetti fatti di ritagli, notizie laterali, cenni personali, aneddoti, in cui vengono tratteggiati personaggi noti, ma anche meno conosciuti. Si raccontano le loro parentele, le professioni che svolgono, i luoghi dove vivono o hanno vissuto. Le vicende dell'economia e dell'industria italiana si intrecciano alla storia dei rami della famiglia, nel tentativo di definire lo spazio di questa dinastia nell'immaginario del nostro paese.
Casa Agnelli. Storie e personaggi dell'ultima dinastia italiana Ferrante Marco - Mondadori, 2007 - Ingrandimenti
Negli ultimi anni sembra essersi rotta, intorno alle famiglie che compongono il variegato clan Agnelli, la barriera protettiva che li ha sempre circondati e che, nel tempo, li ha trasformati in qualcosa di più dell'unica dinastia industriale italiana rimasta ai vertici del potere economico nazionale, per tutto il Novecento. Le morti, gli scandali, le difficoltà della Fiat hanno fatto aumentare la curiosità del pubblico sul futuro (e sul passato) di casa Agnelli, che resta simbolicamente, se non di fatto, strettamente legata ai destini dell'industria italiana, oltre che di Torino e della classe dirigente del nostro paese. Ferrante ricostruisce, in questo brillante e molto documentato volume, la storia pubblica e la cronaca privata di un secolo di Agnelli.