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Libri di Titolo C
C'era una volta un lago Giorgetti Ernesto - Macchione Editore, 2016
Quest'opera si inserisce in un progetto molto ampio che vede coinvolte la Cooperativa dei Pescatori in tutti i ruoli attivi. Obiettivi sono lo studio e la realizzazione di un modello per il rilancio dell'economia del lago di Varese. Ernesto Giorgetti è pescatore sul lago di Varese da una vita. Curioso osservatore delle cose della natura e delle scienze, ha spesso interpretato, anche in anticipo sui tempi, gli equilibri di evoluzione del lago e dei suoi abitanti. Tra le sue opere: Fonte Fuoco Fumo, Dialoghi fra un contadino e un lupo, Confesso che ho pescato, Come io vedo il lago, Osteria della Rosa, Mara e Charlie.
Confesso che ho pescato Giorgetti Ernesto - Vertigo, 2024 - Approdi
Pensato come un libro per illustrare alcune tecniche di pesca che minacciavano di perdersi, Confesso che ho pescato è in realtà un piccolo scrigno che tiene insieme storia, memoria, sociologia e cultura. La lucida testimonianza di Ernesto Giorgetti, pescatore da una vita sul lago di Varese, racconta di come, durante gli anni del Boom economico, un mondo che si reggeva su un equilibrio secolare tra pesca e agricoltura sia stato stravolto da numerose trasformazioni che hanno modificato l'economia, il territorio, gli stili di vita e i consumi. Grazie a una scrittura accattivante, a personaggi e fatti reali che diventano subito letterari, Ernesto Giorgetti tiene vivo il ricordo di questo mondo quasi del tutto scomparso, ridando a esso la dignità che merita.
Confesso che ho pescato e altri racconti Giorgetti Ernesto - Ilmiolibro Self Publishing, 2022 - La Community Di Ilmiolibro.It
Ernesto Giorgetti e uno degli ultimi pescatori professionisti del Lago di Varese. Quando cominciò il suo apprendistato, negli anni Cinquanta del secolo scorso, la pesca era un'attività perfettamente integrata nel mondo contadino di allora. Ma quasi subito, mentre anche i villaggi assumevano velocemente i modi e le caratteristiche della società moderna industriale, e i figli dei contadini andavano in fabbrica, anche i pescatori si ritrovarono come naufraghi "su un'isola galleggiante che si allontanava dalla riva". Così ci ha detto il nostro autore e forse la metafora spiega la ragione per cui il libro era stato scritto e ora pubblicato: restare in contatto con un filo (della memoria) con la terraferma.