C Libri
Libri di Titolo C
Conferenze di Brema e Friburgo Heidegger Martin Jaeger P. G. (Cur.) Volpi F. (Cur.) - Adelphi, 2002 - Biblioteca Filosofica
Convinto che il sistema della tecnica non dipenda da una macchinazione dell'uomo né da una sua consapevole malvagità, e che dunque non si possa sussumere o governare sotto una forma politica piuttosto che un'altra, l'ultimo Heidegger si propone di chiarire in queste conferenze tenute a Brema (1949) e a Friburgo (1957), quale singolare destino metafisico si nasconda dietro l'evento della tecnica moderna. E nello svelarne le ragioni più profonde, giacché viene ricondotta alla storia stessa dell'Essere e alla singolare dinamica del suo darsi e sottrarsi all'uomo, il filosofo individua in essa un pericolo e insieme la possibilità di un nuovo inizio.
Che cos'è la metafisica? Heidegger Martin Volpi F. (Cur.) - Adelphi, 2001 - Piccola Biblioteca Adelphi
La metafisica è lo scandalo della filosofia: da un lato essa investe i massimi problemi ed è dunque la ragione medesima in vista della quale gli uomini hanno cominciato a fare filosofia; dall'altro è indefinibile e il suo stesso oggetto, benchè vanamente cercato, resta una perenne fonte di aporie. Nel luglio del 1929 Heidegger tenne all'Università di Friburgo, dov'era tornato come successore di Husserl, una prolusione in cui mostra in che cosa consista l'essenza della metafisica e come essa affondi le sue radici nell'esistenza dell'uomo. Sospeso tra l'essere e il nulla, l'uomo esperisce, nello stato d'animo fondamentale dell'angoscia, una motivazione originaria a interrogarsi circa il senso delle cose.
Contributi alla filosofia (Dall'evento) Heidegger Martin Volpi F. (Cur.) Herrmann F. W. Von (Cur.) - Adelphi, 2007 - Biblioteca Filosofica
Quest'opera dall'aura esoterica - stesa tra il 1936 e il 1938 sull'orlo di una drammatica crisi filosofica e personale, ma pubblicata solo nel 1989 - è il tentativo più organico e coerente compiuto da Heidegger per riorganizzare il suo pensiero dopo la cosiddetta "svolta". Prende dunque forma un universo speculativo nuovo e sorprendente rispetto a quello di "Essere e tempo": entrano in scena l'interpretazione della metafisica come oblio dell'Essere, la diagnosi storico-epocale del nichilismo e della tecnica, il confronto con Nietzsche e con Hölderlin, la dottrina dell'"ultimo Dio" e di un "altro inizio" della storia. In realtà già alla fine del capolavoro del 1927 si profilava l'esigenza di rovesciare la teoria quasi trascendentale dell'Esserci per considerare non solo il suo puro autoprogettarsi, ma anche l'immemoriale e insondabile provenienza della sua finitudine dalla storia dell'Essere. Con il pensiero della "svolta", cui quest'opera dà corpo, Heidegger teorizza la coappartenenza di Essere ed Esserci in quell'"evento-appropriazione", "l'Ereignis", con cui l'Essere si affida all'Esserci in un'alternanza di donazioni e sottrazioni, concessioni e rifiuti, manifestazioni e occultamenti, che ritmano le "epoche" della storia.