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Libri di Titolo C
Centino. Lo sguardo laterale Pulini Massimo Urbinati Gilberto - Nfc Edizioni, 2023
Veniva chiamato il Centino per essere nato a Cento di Ferrara, ma nonostante abbia frequentato in patria la bottega dei Gennari e di Guercino, il Nagli può dirsi di fatto un pittore riminese perché l'intera produzione di opere, compiuta nell'arco di mezzo secolo, gli venne commissionata entro un ristretto raggio territoriale, tra la Romagna e le Marche. Eppure la sua appartata e discreta poesia venne scoperta e pienamente compresa da uno dei massimi storici dell'arte italiana: Francesco Arcangeli, che nel primo dopoguerra seppe interpretare il sentimento umanissimo nel quale la pittura di Centino aveva saputo immergersi. Dopo una seconda stagione di ricerche, compiuta da altri studiosi agli inizi degli anni Ottanta, il nome di Centino è tornato in questi decenni nella penombra e nella polvere delle pievi periferiche per le quali ha lavorato. Ora, grazie a questo libro, alla straordinaria e inedita campagna fotografica di Gilberto Urbinati e alla radicale rilettura critica di Massimo Pulini, è possibile svelare le qualità pittoriche e le sincerità spirituali che restituiscono piena dignità a un segreto maestro del Seicento italiano.
Caravaggio nero fumo Pulini Massimo - Medusa Edizioni, 2010 - Le Api
Un denso e limaccioso flusso di pensieri scorre nelle sei stanze del monologo teatrale. È la voce fuori campo di Caravaggio che echeggia nel suo studio, nelle case abitate e abbandonate sulla via della fuga. Una voce che parla del mestiere e dei malanni della pittura, dei cinque sentimenti dell'uomo e delle sette opere della Misericordia. Una intensa riflessione sul teatro di corpi, anime e ombre che l'artista allestisce davanti al cavalletto, nella sala di posa in cui la vita viene sottoposta a un effetto notte che la trasforma. Ma in questo piccolo libro è raccolto anche un altro testo dedicato al grande genio lombardo, scritto dal medesimo autore, ma destinato a un settore diverso della conoscenza artistica. Massimo Pulini attribuisce a Michelangelo Merisi un bellissimo ritratto, finora conservato come anonimo nel Museo Civico di Montepulciano. Lo storico giunge a identificare l'effigiato in Scipione Borghese, raffigurato giovane e in abito laico, qualche anno prima della nomina a cardinale, giunta nel 1605 all'indomani dell'elezione dello zio al soglio pontificio. L'importante aggiunta al catalogo di Caravaggio ha trovato conferme e consensi dopo il recentissimo restauro che ha fatto riemergere luci e ombre proprie della prima maniera dell'artista. Vengono così anticipati i rapporti tra il pittore e il più importante collezionista d'arte dell'epoca.