Cabal Libri
Libri di Titolo Cabal
Cabala bianca Dauli Gian - Elliot, 2016 - Novecento Italiano
E il 1944 quando Gian Dàuli scrive "Cabala bianca", uno dei libri più inusuali della narrativa italiana del Novecento. Concepito come una scatola cinese, questo romanzo racconta le giornate di un uomo qualunque che confonde la vita reale con il mondo dei sogni, senza rispettare il naturale alternarsi del sonno e della veglia, mescolando le proprie esperienze notturne e diurne. Lo circondano personaggi come la moglie Clementina e l'amico Piero, che rivestono i ruoli di vittime o carnefici in maniera ambigua, ma anche figure dall'esistenza incerta, come l'amante Gabriella e il figlio Bernabò, che appaiono e scompaiono come impalpabili ombre e luci. Si succedono così coup de théâtre, mentre nella sua odissea personale il narratore sfugge da un incubo per cadere in un altro, scavando nell'inconscio e mettendo in scena una sequenza di immagini dalle atmosfere pirandelliane. Introduzione di Mario Marchetti.
Cabala bianca Dàuli Gian - Fermento, 2026
E se la realtà fosse solo uno dei tanti sogni possibili? Un uomo qualunque. Una città che sembra normale. E una crepa invisibile che, giorno dopo giorno, si allarga fino a inghiottire tutto. In questo romanzo ipnotico e vertiginoso, Gian Dàuli costruisce un labirinto di storie dentro altre storie, un gioco di specchi in cui ogni certezza si dissolve. Il protagonista si muove in un mondo popolato da presenze ambigue, volti che appaiono e scompaiono, voci che sembrano sapere più di quanto dovrebbero. Mentre i confini tra veglia e sogno crollano, anche la sua identità comincia a sfaldarsi. Ogni pagina è una trappola. Ogni capitolo un colpo di scena. Ogni riga disegna una realtà che non smette di mutare. Con la forza visionaria dei grandi classici e l'audacia dei capolavori dimenticati, questo libro è un'esperienza rara nella letteratura italiana del Novecento: un romanzo che non si legge, si attraversa. E quando ne esci, non sei più lo stesso.
Cabala bianca Dàuli Gian - Intra, 2026 - Il Disoriente
Esiste una vita più vera di quella che viviamo ad occhi aperti? Un viaggio allucinato nella mente di un uomo qualunque Il capolavoro ritrovato di Gian Dàuli Filippo Valvai è l'archetipo dell'uomo medio: un impiegato del catasto intrappolato in un matrimonio senza amore con Clementina, donna pragmatica e soffocante, figlia del "fu Matteo Colombo". La sua esistenza è una sequenza di giorni grigi, doveri sociali e piccole umiliazioni. Ma Filippo ha un segreto. Di notte, o nei momenti di abbandono sulla sua poltrona, vive una seconda vita. Lì, nel regno del sogno, ama appassionatamente Gabriella, abita in una casetta bianca con i glicini in fiore e ha un figlio. In Cabala bianca Gian Dàuli costruisce un meccanismo narrativo perfetto e inquietante. Quello che inizia come un rifugio mentale diventa presto una trappola: i personaggi del sogno invadono la realtà, e quelli della realtà irrompono negli incubi. Il "bell'Osvaldo", l'amico Piero, la misteriosa Lady Elisabeth si muovono in un carosello grottesco dove il tragico e il comico si fondono. Filippo Valvai sta impazzendo o è l'unico sano in un mondo di maschere?