Dal Libri

Libri di Titolo Dal

LIBRO   9791259902610

Dal Futurismo al Punk Dadaismo. Stasera si dorme a Trieste o in Paradiso con gli eroi Fent Davide   -  Transeuropa, 2025  -  Studi E Ricerche

Futurismo e Dadaismo: il caos come metodo nazionalista e apolide, interventista e neutralista, programmatico e avventuristico. Due movimenti inconciliabili? Forse. Ma Davide Fent non accetta definizioni rigide: nel suo racconto, il Futurismo e il Dadaismo si fondono in un vortice di idee, ribellione e passione irrefrenabile. Qui l'anarchia dadaista pervade il Futurismo, stravolgendo le certezze storiche con una narrazione visionaria che segue l'impulso della creazione più che la ragione dell'analisi. Come il Marinetti più sfrenato, Fent ignora i confini, esaltando l'energia esplosiva di un'epoca straordinaria e terribile, in cui tutto si trasforma a velocità vertiginosa. Un viaggio nel cuore pulsante delle avanguardie, dove l'irrazionale è ancora sinonimo di libertà e il caos diventa metodo.

€ 20.00
LIBRO   9791221492187

Dal futurismo, al punk dadaismo. Stanotte si dorme a Trieste o in paradiso con gli eroi Fent Davide   -  Youcanprint, 2023  -  Arte / Storia / Generale

"L'iconoclastia futurista", definita dal critico d'arte Mario De Micheli, trovò le sue radici nel provincialismo e nella burocratizzazione progressiva dell'Italia post-risorgimentale. Soli tre mesi separarono la nascita della rivista fiorentina "La Voce" di Giuseppe Prezzolini dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo del 20 febbraio 1909: due avanguardie, quella vociana e quella futurista, notevolmente differenti, secondo Emilio Gentile, ma connotate da alcuni interessi comuni che, insieme alla "Lacerba" (nata da una costola dissidente de "La Voce" su iniziativa di Papini, Soffici, Palazzeschi e Tavolato), sfociarono nell'analisi delle più disparate tematiche economiche, sociali, filosofiche, letterarie ed artistiche, suscitando un clima di fervore in cui il futurismo poté prosperare. Lo stesso Papini, nella rivista francese "Mercure de France", affermò come lo stesso movimento di cui faceva parte rappresentava una "reazione necessaria a quel culto sfrenato e idiota dell'antico [...] a quel disprezzo della modernità di cui il nostro ambiente intellettuale era saturato e lo conduceva a un esaurimento noioso e umiliante".

€ 21.90
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LIBRO   9791220344289

Dal futurismo, al punk dadaismo. Stanotte si dorme a Trieste o in paradiso con gli eroi Fent Davide   -  Youcanprint, 2021  -  Arte / Storia / Generale

"L'iconoclastia futurista", definita dal critico d'arte Mario De Micheli, trovò le sue radici nel provincialismo e nella burocratizzazione progressiva dell'Italia post-risorgimentale. Soli tre mesi separarono la nascita della rivista fiorentina "La Voce" di Giuseppe Prezzolini dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo del 20 febbraio 1909: due avanguardie, quella vociana e quella futurista, notevolmente differenti, secondo Emilio Gentile, ma connotate da alcuni interessi comuni che, insieme alla "Lacerba" (nata da una costola dissidente de "La Voce" su iniziativa di Papini, Soffici, Palazzeschi e Tavolato), sfociarono nell'analisi delle più disparate tematiche economiche, sociali, filosofiche, letterarie ed artistiche, suscitando un clima di fervore in cui il futurismo poté prosperare. Lo stesso Papini, nella rivista francese "Mercure de France", affermò come lo stesso movimento di cui faceva parte rappresentava una "reazione necessaria a quel culto sfrenato e idiota dell'antico […] a quel disprezzo della modernità di cui il nostro ambiente intellettuale era saturato e lo conduceva a un esaurimento noioso e umiliante".

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