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Libri di Titolo Firenze
Firenze e la nascita del «partito degli intellettuali» alla vigilia della grande guerra Manica G. (Cur.) - Polistampa, 2020 -
Atti del Convegno (Firenze, 11-12 ottobre 2018) Nota della Curatrice Aureliano Benedetti, Saluto Sandro Rogari, Firenze laboratorio del Novecento. Fra politica e cultura. Prima sessione Francesco Perfetti, Firenze crogiolo de "La Grande Italia" Gabriele Paolini, L'avventura dei "vagellanti". I Giovani Liberali fiorentini tra Borelli e Campodonico Maurizio Degl'innocenti, L'intellettualità socialista Paolo Nello, Il «Regno» e le origini del movimento nazionalistaPier Luigi Ballini, Austrofili/austrofobi, francofili/francofobi, germanofili/germanofobi nella stampa quotidiana fiorentina (1914-1915. Seconda sessione Marino Biondi, Raddrizzare i torti. Missione vociana Gino Tellini, Il futurismo a Firenze Simone Magherini, I poeti dell'autocoscienza: Rebora e «La Voce»Gino Ruozzi, Le scritture aforistiche tra «La Voce» e «Lacerba»Giustina Manica, «L'Unità» di Salvemini. Terza sessione Adele Dei, Dalla parte dei pedanti. La sezione di Filosofia e Filologia dell'Istituto di Studi Superiori Franco Contorbia, L'editoria d'avanguardiaAnna Nozzoli, Firenze dannunzianaLuca Menconi, La Firenze borgese de il «Marzocco».
Firenze e il primo fascismo fiorentino Manica G. (Cur.) - Polistampa, 2024
La centralità di Firenze nell'espansione del fascismo è da attribuirsi al fatto d'essere sede direzionale della grande industria presente in Toscana, oltre che della proprietà fondiaria. Tuttavia, la reazione del capitale industriale e agrario non è sufficiente a spiegare il seguito che ottenne il movimento fascista a Firenze. Come evidenziato nei contributi raccolti nel volume, i fasci di combattimento rappresentarono per la piccola borghesia frustrata e per il ceto medio rurale, umiliati nel dopoguerra, la camera di compensazione per uscire dallo stato d'impotenza in cui si trovavano. Divennero così un movimento dirompente di coagulo, perché la chiara matrice antisocialista permise la saldatura dell'avversione sociale ed economica con quella politica e istituzionale.
Firenze capitale Europea della cultura e della ricerca scientifica. La vigilia del 1865 Manica G. (Cur.) - Polistampa, 2014 - Società Toscana Stor. Risorgimento. Studi
Con la nascita del Regno d'Italia, Firenze aveva definitivamente perso il suo ruolo plurisecolare di capitale politica, ma non intendeva rinunciare a gestire la leadership nell'ambito della cultura e della ricerca avanzata. A questo ruolo si sentiva destinata soprattutto dall'antica e consolidata tradizione delle accademie, luoghi d'incontro e di libera ricerca che avevano mantenuto e incrementato la propria centralità dopo il trasferimento dell'Università da Firenze a Pisa nella seconda metà del XV secolo. In procinto di perdere il ruolo di capitale politica i leader della rivoluzione toscana, da Ricasoli a Ridolfi, pensarono di rigenerare la funzione di Firenze guida morale del paese avviato a conclusione del processo unitario esaltando la tradizione accademica con la creazione di un Istituto avanzato di ricerca che non fosse riconducibile al modello tradizionale dell'Università. Da questa idea e da questa tradizione nasce l'Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento cui è dedicata gran parte delle relazioni raccolte in questi atti. Assieme ad esso si raccoglie tutto il contorno di una cultura viva e dinamica che si esprime con quotidiani e riviste.