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Giovani ribelli del '48. Memorie del Risorgimento Lombardo libro
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LIBRO   9788895849140

Giovani ribelli del '48. Memorie del Risorgimento Lombardo Fontanella E. (Cur.)   -  Fratelli Alinari Fondazione, 2011  -  La Fotografia Racconta

Questo progetto prende spunto dalle memorie giovanili di Giovanni Visconti di Venosta, nobile di origine valtellinese che decise di raccontare un quadro storico poliedrico e inconsueto delle vicende che videro la realizzazione del desiderio di vivere in una patria libera e unita per testimoniare alle future generazioni"la fede che animava i giovani di allora". Erano giovani cresciuti inebriandosi degli ideali di libertà, ispirati dagli scritti di Berchet, Pellico, Romagnosi, d'Azeglio, Mazzini, Cattaneo, Manzoni. Giovani che, per quegli scritti e per quegli ideali, si trovarono a vivere l'esperienza dell'esilio, della guerra, della confisca o del carcere duro, ma che videro anche l'avverarsi di una speranza condivisa. Erano il fiore della gioventù lombarda, uomini e donne, borghesi e nobili, notabili, medici, pittori, scrittori. Un coro di persone i cui nomi non sono tracciati nei libri di storia ma che costituiscono il fondamento su cui vennero scritte le pagine più commoventi della nostra storia. Sono i giovani che innalzarono le barricate di Milano e di Brescia; che intrapresero la dolorosa via dell'esilio; che, sostenendo la causa italiana nei salotti culturali di Londra e Parigi, diedero nuovo vigore all'orgoglio nazionale; che musicarono poesie nascondendosi; che con il cuore in gola solcarono i campi di Magenta, Varese, Solferino, San Martino. Questo libro ci parla di loro, ci racconta le loro storie.

€ 45.00 € 42.75
LIBRO   9788831799034

Giuseppe Berto: thirty years later. Atti del Convegno internazionale (New york, 1° novembre 2008) Fontanella L. (Cur.)  Vettori A. (Cur.)   -  Marsilio, 2009  -  Ricerche. Transatlantica

A trent'anni esatti dalla morte di Giuseppe Berto, nato a Mogliano Veneto il 27 dicembre 1914, morto a Roma il 1° novembre 1978, tre università statunitensi (la State University di New York, la Rutgers University e la Fordham University) ripercorrono la sua opera in un convegno internazionale che ha visto coinvolti studiosi e italianisti d'America. Un gesto doveroso verso uno dei più originali scrittori italiani fra gli anni Quaranta e Settanta; gesto ancor più significativo se si pensa che fu proprio in terra americana, durante la sua prigionia a Hereford (Texas), fra il 1943-1945, che Berto scrisse le sue prime opere narrative: racconti di guerra e di prigionia, e due romanzi, "Le opere di Dio" e "La perduta gente", titolo, quest'ultimo, poi mutato da Leo Longanesi in "Il cielo è rosso", che, pubblicato nel 1947, diede subito a Berto un notevole successo. Va qui ricordato il sicuro anticipo delle sue doti narrative nel racconto-resoconto della sua esperienza della guerra d'Africa, pubblicato in quattro puntate su "Gazzettino sera" dal 17 al 24 settembre 1940, poi nel volume postumo "La colonna Feletti". Scrittore tra i più amati e avversati della sua generazione, anche per la sua giovanile adesione al fascismo, Berto seppe mantenere una sua posizione autonoma, allontanandosene disilluso dal dopoguerra, e sempre conservando una posizione ideologica libertaria, caparbiamente indipendente, controcorrente.

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