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Giovanni Pintori (1912-1999). Pubblicità come arte-Advertising as art. Ediz. illustrata Gatti C. (Cur.) Ossanna Cavadini N. (Cur.) - Silvana, 2024 - Design & Designers
Giovanni Pintori è stato uno tra i protagonisti della comunicazione visiva del Novecento, grazie a un linguaggio creativo e innovativo che ancora oggi risulta incredibilmente attuale e atemporale. Graphic designer di indiscusso talento, lega il suo nome alla collaborazione, iniziata nel 1936, con Adriano Olivetti e con la sua azienda. Il presente catalogo documenta le tappe più signifi cative della sua lunga carriera e il processo ideativo dal quale sono scaturiti i suoi numerosi elaborati grafi ci: manifesti, stamponi, brochure, house organ, annunci pubblicitari, insegne, stand, costruzioni tridimensionali del moto perpetuo oltre che gli inediti bozzetti e taccuini con appunti. Le pagine del catalogo ripropongono, in una ricca successione di tavole a colori, gli oltre trecento pezzi esposti in mostra. Ad accompagnare nella scoperta e nell'approfondimento di questo artista grafi co ci sono i saggi di Chiara Gatti, Mario Piazza, Davide Cadeddu, Nicoletta Ossanna Cavadini, Luigi Sansone, Angela Madesani. Con i loro contributi, questi studiosi indagano il lavoro di Pintori da diverse angolazioni: dalla formazione professionale al suo rapporto con l'arte e la pittura, che lo accompagnò per tutta la vita; dal suo sofi sticato lessico grafi co al fertile scambio intellettuale, professionale e umano con i conterranei Costantino Nivola, Salvatore Fancello e Ugo Mulas. Negli apparati sono pubblicati i rari scritti di Pintori e completano il volume una accurata biografi a e bibliografia. Giovanni Pintori nasce nel 1912 a Tresnuraghes (Oristano), da genitori originari di Nuoro e, dopo aver frequentato l'ISIA di Monza, nel 1936 inizia la collaborazione con l'Uffi cio Tecnico Pubblicità Olivetti, del quale diventa responsabile nel 1940. Nel 1950 ottiene la Palma d'Oro della Federazione Italiana Pubblicità, il primo di una lunga serie di riconoscimenti, e diventa Art Director di Olivetti e poi nel 1952 entra a far parte dell'AGI (Alliance Graphique Internazionale) di cui diviene poi presidente. Il suo stile e le sue innovative campagne di comunicazione ottengono plauso in tutto il mondo. Nel 1966 gli viene dedicata una grande mostra personale a Tokyo e Kyoto. Dopo il 1967, lascia l'Olivetti per dedicarsi alla libera professione collaborando con Pirelli, Ambrosetti, Gabbianella e Merzario. Muore a Milano il 15 novembre del 1999.
Giorgio Gatti si racconta. «Mille grazie, miei signori!» Gatti Giorgio Dolci E. (Cur.) - Zecchini, 2015 - I Racconti Della Musica
Giorgio Gatti si racconta. «Mille grazie, miei signori!» - Zecchini
Giotto Fontana. Lo spazio d'oro Gatti C. (Cur.) - Interlinea, 2023
L'oro non è un colore, ma un simbolo divino. Il fondo oro delle icone esalta le figure, ieratiche e bidimensionali, le astrae dal contesto reale, le isola nel tempo e nello spazio: nessuna espressione o movimento, nessun paesaggio familiare, nessun riscontro col vissuto. Solo luce, sacralità e mistero. Così la personalità straordinaria di Giotto (1267 ca.-1337) ha esplorato la realtà più vera e profonda dell'essere, usando l'oro come luogo abitabile ma, insieme, immateriale. Dopo le grandi mostre già dedicate a binomi virtuosi, sospesi in bilico fra antico e moderno, come Alberto Giacometti e l'arcaico, oppure Picasso e il mito, il MAN indaga ora il nesso che, a distanza di secoli, collega la ricerca spaziale di Lucio Fontana con il valore dello spazio mistico nelle composizioni di Giotto, unitamente alla presenza fortemente simbolica del colore oro nella sua reificazione dell'infinito. Grazie a due prestiti prestigiosi, concessi dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia e dal Mart di Rovereto, e grazie al contributo scientifico di Andrea Nante, direttore del Museo Diocesano di Padova, e di Paolo Campiglio, professore di Storia dell'arte contemporanea all'Università di Pavia, massimi esperti rispettivamente di Giotto e Lucio Fontana, la mostra nasce da un dialogo ideale fra due capolavori che condividono un respiro assoluto e una spinta verso l'altrove. Questa piccola ma altrettanto preziosa pubblicazione arricchisce il progetto grazie a un racconto nutrito di altre opere che, dal Medioevo ai giorni nostri, brillano di un oro metafisico. Una storia dorata dipanata nei testi dei curatori e nell'approfondimento della studiosa medievalista Serena Colombo sulla tavola di Giotto esposta eccezionalmente al MAN, cui si unisce una riflessione sul contemporaneo e sulle tavole di Cinzia Fiorese ispirate alle Annunciazioni (d'oro!) di Masolino da Panicale. Tonino Rocca Presidente MAN.