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Girotondo in cucina. Religione, gastronomia e letteratura Ioli G. (Cur.) La Mantia F. (Cur.) - Libreria Editrice Vaticana, 2016 -
L'enciclopedismo che riguarda temi così variegati come religione, letteratura e gastronomia potrebbe dare l'idea di un libro teorico, ma quello che questo volume propone è invece un racconto corale, con voci, memorie e letture che c'intrecciano con incisi autobiografici. Già la parola "girotondo" nel titolo è indizio di una narrazione che ruota intorno alla storia millenaria della creazione e della cultura in tutte le sue forme, compresa quella di un grande Chef come Filippo La Mantia, con la leggerezza della divagazione e il rigore della ricerca. L'ambizione di chi scrive è proprio quella di cogliere anche nelle più minute cose lo spirito del mondo, la molteplicità delle relazioni tra saperi e sapori diversi, la complessità del tempo in cui viviamo, il valore della memoria, la tutela della bellezza e la fraternità, senza distinzioni di censo, che dovrebbe unire tutti gli uomini. Per questo motivo gli autori citati sono chiamati in causa come amici di un tempo unico che sfugge alla cronologia, nel quale la scienza dell'alimentazione e la storia sacra, la letteratura colta o popolare diventano il diario intimo di un convivio in cui si servono anche "vivande" come risarcimento d'identità per chi non ha voce in capitolo e fiato per chi è già in cammino verso l'ultima Terra promessa, oltre le nubi.
Giovanni Faldella e la scapigliatura piemontese. Atti del Convegno nazionale (San Salvatore Monferrato. 4-5 ottobre 2019) Ioli G. (Cur.) - Interlinea, 2021 - Studi
«L'interesse per gli scapigliati riporta all'entusiasmo con cui tanti di noi riscoprirono espressionisti quali Dossi, Faldella, e Imbriani anche. Tutto ciò lo dobbiamo a Gianfranco Contini, alla sua Introduzione ai racconti della Scapigliatura piemontese (1947-1953). Non è un caso che siano quelli gli anni in cui ci appassionammo al grande Gadda, alla sua anormalità stilistica, che in fondo era già preparata da quegli scapigliati, da quel gruppo (non a caso) di periferici, piemontesi o lombardi, che cominciarono a fabbricarsi una lingua per la prosa giocando tra i due poli opposti, da una parte il toscano dall'altra il dialetto, per arrivare all'esperimento di una inedita tensione stilistica, decisamente espressionistica. Occorreva, diceva proprio Faldella, una "lingua speciale, minuta e pittoresca", allo scopo di evitare "quella lingua generale e scolorita, che serve egualmente alla stesura dei codici, dei trattati di pace, e degli strumenti di affitto".» (dalla presentazione di Gian Luigi Beccaria)
Gina Lagorio: «Respirare Piemonte». Atti del convegno internazionale (San Salvatore Monferrato, 8-9 novembre 2013) Ioli G. (Cur.) - Interlinea, 2014 - Studi
"Mia madre voleva che facessi la sarta. Mio padre mi diceva: cosa compri a fare tutti questi libri? La biblioteca è questa! e mi faceva vedere la sua raccolta di Baroli d'annata". È anche questa Gina Lagorio, scrittrice legata al Piemonte, alla storia, al suo impegno civile e letterario: qui studiosi e amici la ricordano con un inserto fotografico e la bibliografia completa. Testi di Benedetta Centovalli, Ilaria Crotti, Maria Rosa Cutrufelli, Guido Davico Bonino, Pietro Frassica, Piero Gelli, Giovanna Ioli, Silvia Lagorio, Manuela Manfredini, Lorenzo Mondo, Silvio Riolfo Marengo, Mirella Serri, Luigi Surdich, Pier Angelo Taverna, Corrado Tagliabue e Giovanni Tesio.