Gio Libri
Libri di Titolo Gio
Prossime uscite di Giulio Busi
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788804817215 Giordano Bruno. Molte stelle non muoiono
Giovanni Pico della Mirandola. Mito, magia, Qabbalah Busi Giulio Ebgi Raphael - Einaudi, 2014 - I Millenni
Eccentrico già agli occhi dei contemporanei, Pico è sempre stato un pensatore difficile da collocare. Ricco, esibizionista, uomo di mondo e "dilettante di genio", il Conte della Mirandola è, a più di cinque secoli, una sorta di ospite illustre e scomodo della cultura italiana. Lorenzo de' Medici, tra i pochissimi che riuscirono a confrontarsi con lui (quasi) alla pari, lo definì "istrumento di sapere fare il bene e il male" e Pico, di cui tanto si è parlato e scritto, ci appare ancora come un enigma. L'"Orazione" sulla dignità dell'uomo è considerata uno dei testi più rappresentativi del Rinascimento, ma il resto della sua opera - in tutta la sua lussureggiante erudizione - rimane quasi inaccessibile, tanto ricca da sconcertare e confondere. Con questo libro, viene per la prima volta individuata una chiave interpretativa forte, che pone al centro delle riflessioni pichiane la qabbalah e il pensiero mistico ebraico, da Pico conosciuto grazie a moltissime traduzioni latine da lui stesso commissionate. Il Millennio è organizzato come un dizionario, per lemmi, e ad ogni lemma corrisponde una selezione di brani di Pico sul tema. Un'antologia eclettica e affascinante, per esplorare il pensiero vertiginoso di un "irregolare" che, pagina dopo pagina, ha saputo creare un cocktail esplosivo di filosofia, matematica, magia e astrologia, finendo - non a caso con l'essere accusato di eresia dai tribunali vaticani.
Giovanni. Il discepolo che Gesù amava Busi Giulio - Mondadori, 2024 - Le Scie. Nuova Serie
Il Vangelo di Giovanni è il più colto dei Vangeli ma anche il meno affidabile dal punto di vista storico. È questa un'opinione antica, diffusa, tenace. Ed è però un'opinione profondamente falsa.
Giordano Bruno. Molte stelle non muoiono Busi Giulio - Mondadori, 2026 - Le Scie. Nuova Serie
Sono i libri a segnare il destino di Giordano Bruno. Quando decide di fuggire da Napoli per sottrarsi ai sospetti di eresia, getta nella latrina i volumi proibiti che tiene con sé. Ma i frati del convento in cui è entrato diciassettenne li ritrovano e la sua posizione si aggrava irrimediabilmente. Libri all'inizio, quindi, e poi ancora libri, tanti, febbrili, implacabili, che diffonde durante il suo esilio itinerante di città in città, di paese in paese (Venezia, Ginevra, Tolosa, Parigi, Londra, Wittenberg, Praga, Helmstedt, Francoforte, Zurigo, Padova, ed è un elenco incompleto). Bruno li scrive, li porta in tipografia, ne cura la stampa e, talvolta, incide di propria mano le silografie. Poi li difende, li commenta, li chiarisce. Ma molti, moltissimi libri non bastano a fare una biografia. Ci vogliono i gesti, i luoghi, le passioni, gli incontri e gli scontri. È per questo che Giulio Busi cerca di scoprire, dietro lo scrittore e il filosofo, l'uomo Bruno, nella dimensione fisica della sua esperienza, seguendolo nelle locande, nelle università e nelle regge di mezza Europa, e, infine, nelle prigioni di Venezia e Roma. E se quasi a ogni pagina si parla di libri, è soprattutto per la materia biografica che lasciano trasparire e per il filo strettissimo che lega la persona che agisce e patisce al pensatore che tenta nuove strade, abbozza idee inaudite, sostiene a spada tratta ciò che quasi tutti non comprendono o non vogliono accettare. Alla fine del Cinquecento la Chiesa di Roma pretende di imporre un sistema di pensiero obsoleto, malato di anacronismi. Nel volgere di pochi decenni, infatti, vengono imprigionati, giustiziati o costretti all'abiura centinaia di religiosi, scienziati e filosofi. Ma Bruno non vuole né può abiurare quanto ha scritto, e paga con la vita la sua libertà intellettuale. Il 17 febbraio 1600, quando è ancora buio, viene condotto nella piazza romana di Campo de' Fiori con la mordacchia, che gli impedisce di parlare, e messo a morte tra le fiamme. Tuttavia, malgrado la censura, i sequestri, le distruzioni, le copie dei suoi libri sono troppe perché l'Inquisizione possa farle scomparire. E l'ultima pagina, quella che scrive con il fuoco, è la più drammatica e la più duratura. Bruno ha ragione. Papa Clemente VIII, che lo manda al rogo, ha torto.