Il Custode Libri
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- 9788897012474 Perduta gente
Il custode delle parole Criaco Gioacchino - Feltrinelli, 2022 - I Narratori
Andrìa ha quasi trent'anni, vive ai piedi dell'Aspromonte e trascorre pigramente le sue giornate tra il lavoro al call center e le gite al mare con la fidanzata Caterina. Non ha ancora trovato la propria strada, ma sa di non voler fare il pastore come il nonno, di cui porta il nome. Nonno Andrìa, custode di un mondo antico e di una lingua - il grecanico - che stanno per sparire ingoiati dalla modernità, ne vorrebbe fare il proprio erede, ma il giovane Andrìa ha paura dell'Aspromonte, della solitudine angosciante che si annida tra i boschi e le alture. E soprattutto non riesce a sentirsene parte, così come non riesce a capire l'ostinazione del vecchio a combattere con ogni mezzo le speculazioni che fanno scempio di quel territorio. Trattenuto nella Locride soprattutto dall'amore per Caterina, la sua vita cambia il giorno in cui salva dall'abbraccio mortale dello Ionio un giovane migrante dopo il naufragio di un barcone: Yidir arriva dalla Libia, e anche lui sta cercando un futuro possibile. Quando il nonno prende clandestinamente Yidir con sé come aiutante, qualcosa dentro Andrìa scatta: pian piano si riavvicina a quel mondo che prima lo spaventava tanto, scoprendo la bellezza selvaggia dell'Aspromonte, la Montagna Lucente. In quel luogo dove la magia è ancora possibile - ma si rivela a pochi - Andrìa accetterà finalmente il destino che è chiamato a compiere. Romanzo di legami familiari ed eredità culturali, Il custode delle parole aggiunge una tessera fondamentale al racconto della Calabria più autentica e ci richiama alla responsabilità di prenderci cura di ciò a cui sentiamo di appartenere: un amore, una montagna, una storia.
Il custode delle parole Criaco Gioacchino - Feltrinelli, 2022 - Universale Economica
"Il destino non esiste se tu sai essere la tua storia." Andrìa ha quasi trent'anni e trascorre pigramente le sue giornate tra il lavoro in un call center e le gite al mare con la fidanzata Caterina. Non ha ancora trovato la propria strada - la Calabria è una terra che divora i desideri e le aspirazioni -, ma sa di non voler fare il pastore come il nonno, di cui porta il nome. Nonno Andrìa, custode di un mondo antico e di una lingua, il grecanico, che stanno per sparire ingoiati dalla modernità, ne vorrebbe fare il proprio erede, ma il giovane Andrìa ha paura di quelle montagne, della solitudine che si annida tra i boschi di cui conosce i rituali e i sussurri ma non riesce a sentirsi parte, così come non riesce a capire l'ostinazione del vecchio a combattere con ogni mezzo, lecito o no, le speculazioni che continuano a fare scempio di quel territorio. La vita del giovane cambia il giorno in cui salva dalle acque dello Jonio Yidir, che arriva dalla Libia e come lui sta cercando un futuro possibile. Quando il nonno prende clandestinamente Yidir con sé come aiutante pastore, qualcosa cambia e Andrìa inizia a riavvicinarsi a quell'ambiente che lo spaventava tanto, scoprendo la bellezza selvaggia dell'Aspromonte e la storia profonda dei molti popoli e delle culture che l'hanno attraversato. Una storia di identità e radici così forti da sfidare il futuro, che ci richiama alla responsabilità di prenderci cura di ciò a cui sentiamo di appartenere: un amore, una montagna, una storia.