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Immagini e ombre. Aspetti di una vita Origo Iris - Passigli, 2023 - Biblioteca Passigli
Pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1970, "Immagini e ombre" offre più piani di lettura. Il libro può infatti essere letto come un memoir di una infanzia agiata tra la vecchia New York dei nonni paterni, evocativa dell'atmosfera descritta nella "Età dell'innocenza" di Edith Wharton, e la grande villa di campagna dei nonni materni, esponenti dell'aristocrazia anglo-irlandese. Ma l'opera può essere letta anche come la scoperta da parte della giovane Iris della Firenze cosmopolita e intellettuale dei primi del Novecento, negli anni in cui con la madre Sybil si era trasferita a Villa Medici, a Fiesole, e dell'Italia povera e arretrata della Val d'Orcia, dove nel 1924, dopo il matrimonio con il Marchese Antonio Origo, andò a vivere nella tenuta de "La Foce", che a prezzo di un ingente investimento finanziario e umano divenne modello di sviluppo economico e riscatto sociale. Infine, è un'ulteriore prova di quell'impegno politico e sociale che Iris Origo manterrà intatti anche nei duri anni della Seconda guerra mondiale, offrendo rifugio dapprima a bambini sfollati del Nord Italia e, successivamente, a partigiani e prigionieri di guerra alleati, un impegno che testimonierà ulteriormente nei suoi diari "Un brivido nell'aria" e "Guerra in Val d'Orcia", che l'hanno resa giustamente celebre. Tra tutti i suoi scritti, "Immagini e ombre" è comunque l'opera che maggiormente rivela le sue indubbie doti di grande scrittrice. Prefazione di Sergio Romano.
Immagini e ombre Origo Iris - Longanesi, 2002 - Il Cammeo
Un'infanzia, quella di Iris Bayard, divisa tra mondi distinti ma ugualmente fastosi: il mondo dei nonni americani nel cuore della vecchia New York o nella loro residenza estiva di Westbrook; dei nonni anglo-irlandesi nella casa di campagna di County Kilkenny; della villa materna a Fiesole, attorno alla quale gravitava la società intellettuale e cosmopolita di Firenze. Poi, nella sua vita solitaria di figlia unica, i primi compagni: i libri, e il desiderio di diventare una studiosa e una scrittrice. Quindi il matrimonio, nel '24, con Antonio Origo, e la scelta di vivere stabilmente in Italia, nella fattoria toscana della Foce, prodigandosi per far prosperare quelle terre infruttuose così come la popolazione povera della Val d'Orcia.