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Moscoviade Andruchovyc Jurij - Controluce (Nardò), 2014 - Passage
"Moscoviade" è la cronaca dell'ultimo giorno della vita di un poeta dell'Ucraina occidentale, Otto von F., che vive a Mosca negli ultimi anni di agonia della Perestrojka. L'esistenza meschina del protagonista, che si conclude in un ostello per scrittori dell'Unione Sovietica, riflette il declino di Mosca, colosso dai piedi di argilla, visto da un "allogeno", una delle tante "esotiche" nazionalità che componevano quello che l'autore chiama "l'Impero Sovietico". Per una sorta di tragico destino, quelli che erano stati concepiti come i simboli della sua forza (le monumentali stazioni della metropolitana, i grattacieli) diventano ridicole e grottesche vestigia di un passato inglorioso. Per Otto von F., il crollo dell'Impero è un momento in cui le ombre del passato vagano minacciose in una città stordita. L'esperienza autobiografica viene filtrata e distillata in una narrazione, con un finale a sorpresa, nella quale l'autore ci mostra un volto della capitale russa del tutto inedito.
Moscoviade Andruchovyc Jurij - Besa Muci, 2009 - Cosmografie
La "moscoviade" è la cronaca dell'ultimo giorno della vita di un talento poetico dell'Ucraina occidentale, Otto von F., che si trova a Mosca negli ultimi anni di agonia della Perestrojka in un ostello per gli scrittori dell'Unione Sovietica. L'esperienza autobiografica, che evidentemente è la fonte di questo romanzo, viene filtrata e distillata nella narrazione in cui l'autore ci mostra un volto della capitale russa del tutto inedito. Mosca che è la vera protagonista del romanzo di Andruchovyc - è fotografata dall'occhio di un "allogeno", di un rappresentante di una delle tante "esotiche" nazionalità che componevano quello che l'autore chiama "l'Impero Sovietico". La fine di questo gigante dai piedi di argilla si approssima con tutta evidenza. Così quelli che erano stati concepiti come i simboli della sua forza (le monumentali stazioni della metropolitana, i grattacieli) diventano ridicole e grottesche vestigia di un passato persino inglorioso. Per il povero Otto von F., il crollo dell'impero, del quale egli appare del tutto consapevole, è un momento in cui le ombre del passato vagano minacciose in una città stordita.
Moscoviade Andruchovyc Jurij - Besa Muci, 2003 - Lune Nuove
"Moscoviade" è la cronaca dell'ultimo giorno della vita di un talento poetico dell'Ucraina occidentale, Otto von F., che si trova a Mosca negli ultimi anni di agonia della Perestrojka in un ostello per gli scrittori dell'Unione Sovietica. L'esperienza autobiografica, che evidentemente è la fonte di questo romanzo, viene filtrata e distillata in una narrazione, con un finale a sorpresa, nella quale l'autore ci mostra un volto della capitale russa del tutto inedito. Mosca - che è la vera protagonista del romanzo - è fotografata dall'occhio di un "allogeno", di un rappresentante di una delle tante "esotiche" nazionalità che componevano quello che l'autore chiama "l'Impero Sovietico".