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Libri di Titolo M
Marta Sesana. Nella massa. Catalogo della mostra (Legnano, 18 aprile-28 giugno 2009). Ediz. italiana e inglese Arensi F. (Cur.) - Allemandi, 2009 - Dovevaccadere
Il volume presenta l'opera della giovane pittrice Marta Sesana (Merate, 1981) proposta nella mostra monografica "Nella massa" curata da Flavio Arensi e allestita nello Spazio dovevaccadere di Legnano. Diciotto opere corali che raccontano la spersonalizzazione dell'individuo all'interno della massa umana indistinta. I quadri della Sesana tuttavia non perdono mai di vista l'individuo, anzi ne mettono a fuoco la dinamica psicologica all'interno della società contemporanea, in un linguaggio autonomo pur nell'utilizzo del mezzo linguistico tradizionale della pittura.
Maurizio Bottoni. Catalogo della mostra (Asiago, 30 luglio-31 agosto 2006). Ediz. italiana e inglese Arensi F. (Cur.) Buffetti A. (Cur.) - Silvana, 2006
Il volume accompagna una raffinata mostra di Maurizio Bottoni, tra i più interessanti nomi della figurazione italiana. Caposcuola di un movimento che, sull'esempio di Giorgio De Chirico e Pietro Annigoni, ha recuperato il sapere antico del dipingere, Bottoni coltiva da sempre una pittura contemporanea nelle tematiche, ma tradizionale e sapiente nel linguaggio preciso, di sapore fiammingo, frutto di continui passaggi di velature. In catalogo una quarantina di opere suddivise in nature morte, grandi boschi, paesaggi, animali e quadri a carattere religioso, preceduti da un saggio critico di Flavio Arensi.
Mimmo Paladino. Fotografie di Gianni Berengo Gardin. Ediz. italiana e inglese Arensi F. (Cur.) Greppi V. (Cur.) - Allemandi, 2009
Il volume presenta quarantotto scatti inediti dedicati a Mimmo Paladino e alcune sue sculture monumentali ambientate nella città di Orta San Giulio (Novara), eseguiti da Gianni Berengo Gardin. I testi introduttivi di Flavio Arensi e Goffredo Fofi raccontano dell'incontro fra uno dei più importanti artisti internazionali e quello che Italo Zannier, nella sua Storia della Fotografia Italiana, ha definito come il fotografo più ragguardevole del dopoguerra". Fofi nel suo saggio scrive: "Se la libertà di Berengo Gardin è quella di muoversi nello spazio e così facendo di circoscrivere e di fissare il tempo, la libertà di Paladino è duplice, quella di creare oggetti sapienti e densissimi (cioè che contengono in sé una pluralità di significati che rimandano all'inquietudine originaria, alla domanda questione essenziale), o quella, al contrario che ne rifugge, con una leggerezza che è fatta pur sempre d'energia e di movimento".