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Metropoli e fotografia. Da Simmel a Benjamin e oltre. Costellazioni filosofiche libro
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LIBRO   9788857590219

Metropoli e fotografia. Da Simmel a Benjamin e oltre. Costellazioni filosofiche De Simone Antonio   -  Mimesis, 2022  -  Filosofie

In "Metropoli e fotografia", Antonio De Simone in un originale intrico narrativo, critico e interpretativo, ci offre un documentato dossier storico-filosofico, sociologico ed estetico volto, nella scena del presente, a far conoscere le costellazioni d'analisi con cui Georg Simmel, Siegfried Kracauer, Walter Benjamin e Roland Barthes hanno letto nel Novecento la morfologia dell'esperienza umana dello spazio urbano della metropoli moderna e la nascita e gli sviluppi della fotografia contemporanea. In particolare, come si può leggere in questo libro, è all'«avventuriero dello spirito» per antonomasia, cioè a Simmel, che occorre ancora rivolgersi per comprendere non solo la sensibilità della vita moderna e le forme del suo individualismo, ma anche il complesso intreccio tipologico delle figure sociali e forme di vita relative al divenire spaziale e urbano dell'essere, ovvero della forma urbis e dell'homo urbanus e al fenomeno della metropoli e della metropolizzazione della società che produce una nuova soggettività in cui il tempo e lo spazio sono trasformati dagli chocs quotidiani percepiti e vissuti dall'abitare umano nell'esposizione psicofisica al mutamento pervaso dal principio e dal mondo dell'utile. Parimenti, è al genio filosofico e critico di Benjamin che dobbiamo una delle più sorprendenti letture "filosofiche" del rapporto tra spazio, esperienza, città, arte, aura, riproducibilità tecnica e fotografia e tra capitalismo, religione e metropoli, indispensabile per intenderne la loro rilevanza umana, sociale, culturale, politica e storica nel Moderno. Inoltre, si deve ancora a Barthes il gesto intellettuale che ha disvelato criticamente il senso e il significato della semiologia delle immagini, dell'irriducibile singolarità e della scrittura del visibile che si traducono nell'esperienza soggettiva della fotografia nella nostra contemporaneità.

€ 23.00 € 21.85
Machiavelli. Il conflitto e il potere. La persistenza del classico libro
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LIBRO   9788857521190

Machiavelli. Il conflitto e il potere. La persistenza del classico De Simone Antonio   -  Mimesis, 2014  -  Filosofie

Riflettere sul rapporto tra conflitto e potere a partire da Machiavelli e dal suo Principe significa comprendere perché il conflitto non può prescindere da un ordine, e che l'unità della politica è in un certo senso immanente al conflitto. Non c'è comunità umana che storicamente possa neutralizzare l'ambivalenza del conflitto: nella scena della città, in condizioni di diversificazione sociale che permea gli umori dell'agire pubblico e politico, la pluralità umana, nello spazio della contingenza e nel tempo dell'evento, genera conflitti. Nella "contraddizione antropologica" che lo contraddistingue, l'uomo è produttore di inquietudine, perché è vicissitudine del mutamento: egli è protagonista dell'inquieto conflitto. Per il vivente umano c'è tensione continua tra politica, unità, ordine, conflitto e potere. Pertanto, la certezza che il conflitto e il potere pervadano la "realtà effettuale" dell'umano è antropologicamente, politicamente e storicamente evidente. Ciò che occorre dirimere è il legame tra la politica come conflitto e la politica come conoscenza di questo conflitto. Nello sguardo della filosofia politica, il "gesto rivoluzionario" di Machiavelli consiste nel fatto che egli non deplora la divisione, i tumulti, i conflitti, non vede in essi una scissione destinata ad essere superata, ma li concepisce anche come il principio e il motore della libertà, ecco perché egli fa l'"elogio del conflitto", che dà vita a una comunità politica...

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LIBRO   9788857522401

Machiavelli. Il conflitto e il potere. La persistenza del classico De Simone Antonio   -  Mimesis, 2014  -  Filosofie

Riflettere sul rapporto tra conflitto e potere a partire da Machiavelli e dal suo Principe significa comprendere perché il conflitto non può prescindere da un ordine, e che l'unità della politica è in un certo senso immanente al conflitto. Non c'è comunità umana che storicamente possa neutralizzare l'ambivalenza del conflitto: nella scena della città, in condizioni di diversificazione sociale che permea gli umori dell'agire pubblico e politico, la pluralità umana, nello spazio della contingenza e nel tempo dell'evento, genera conflitti. Nella "contraddizione antropologica" che lo contraddistingue, l'uomo è produttore di inquietudine, perché è vicissitudine del mutamento: egli è protagonista dell'inquieto conflitto. Per il vivente umano c'è tensione continua tra politica, unità, ordine, conflitto e potere. Pertanto, la certezza che il conflitto e il potere pervadano la "realtà effettuale" dell'umano è antropologicamente, politicamente e storicamente evidente. Ciò che occorre dirimere è il legame tra la politica come conflitto e la politica come conoscenza di questo conflitto. Nello sguardo della filosofia politica, il "gesto rivoluzionario" di Machiavelli consiste nel fatto che egli non deplora la divisione, i tumulti, i conflitti, non vede in essi una scissione destinata ad essere superata, ma li concepisce anche come il principio e il motore della libertà, ecco perché egli fa l'"elogio del conflitto", che dà vita a una comunità politica e ne nutre l'esperienza...

€ 14.00