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Mezzo secolo di neuroscienze per una verità che non c'è Schiffer Davide - Golem Edizioni, 2018 - Ritratti
Giunto al traguardo dei 90 anni, Davide Schiffer ci regala un'autobiografia meditata, profonda e ironica che attraverso le varie tappe della sua vita ci conduce anche a conoscere la storia e l'evoluzione della Facoltà di Medicina e dell'Ateneo torinese, della città e del tessuto sociale di appartenenza. Ma questo libro è anche un'attenta riflessione sulle neuroscienze e sulla caducità delle scoperte della scienza che non sono mai in grado di darci verità definitive ma solo certezze temporanee. Cinquant'anni di ricerche, dibattiti, sperimentazioni alla ricerca di una verità ultima impossibile da raggiungere. Un nuovo lavoro che ci aiuta a capire come l'uomo e la sua mente siano molto più della somma degli elementi che li compongono.
Memoria e oblio. Un'analisi fenomenologica degli anni bui del secolo breve Schiffer Davide - Golem Edizioni, 2014 - Uomo
Il libro affronta il ricordo degli anni bui '40-'45 del secolo scorso, partendo da considerazioni di ordine neurofisiologico sulla memoria, intesa come proprietà del sistema nervoso di ricordare, organizzare e rievocare il passato. Gli stimoli che raggiungono l'individuo formano campi di esistenza che costituiscono il vissuto. Si parla di memoria individuale, quando si tratta del vissuto integrato di un singolo individuo e di memoria collettiva quando riguarda il bagaglio culturale di un popolo o di un'epoca. Questa con il tempo si trasforma nella memoria culturale o storica, quando cioè il passato è elaborato storiograficamente. In alternativa a tutto e dopo tutto non v'è che l'oblio. Nei tre tipi di memoria, la modalità con cui gli eventi vengono integrati nel vissuto dipende grandemente dal "pre-giudizio" con cui ognuno li integra e questo corrisponde alla visione gadameriana o fenomenologica della storia che rende gli eventi inscindibili dalla propria esperienza. Con questa premessa si analizzano i principali accadimenti della prima metà del secolo scorso, culminati nella Shoah, e associati al trionfo e alla caduta degli ideologismi. Due considerazioni richiedono attenzione particolare: una riguarda l'uso attuale che si può fare del ricordo del passato, strumento a fini politici del momento. L'altra enfatizza l'impossibilità di rivivere le epoche ed i climi passati che rimangono come patrimonio esistenziale, emotivo e distruttibile, e cioè destinato alla scomparsa, dei testimoni diretti.