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Mai di traverso. Storie e ricordi di quadri, di libri, di persone Zeri Federico - Longanesi, 2008 - Il Cammeo
Una raccolta di scritti che ha la ricchezza di un repertorio di immagini, dove convivono i quadri di Rubens e di Alma-Tadema, gli affreschi pompeiani e le mostre fotografiche più provocatorie, l'esotismo delle giapponeserie e la ritrattistica russa: questi "incontri", così variegati e policromi, non rappresentano una mera giustapposizione di temi, ma confermano un gusto polivalente e una cultura onnivora, che sa tradursi in forma di saggio. Rinnovando una tradizione che ha nobili precedenti nelle lettere italiane, ma i cui esempi di valore si fanno sempre più rari, "Mai di traverso" è un susseguirsi di illuminanti 'aperçus' in cui sarebbe vano cercare un filo conduttore puramente contenutistico. L'origine occasionale di gran parte di questi scritti non deve far pensare a essi come a semplici cronache o a resoconti, sia pure eruditi. Le ricognizioni di aspetti nuovi della cultura figurativa contemporanea (si pensi al saggio su quei "templi moderni" che sono i cinema o a quello sulla grafica dei dischi jazz e pop) e le ricostruzioni storiche, condotte con attenzione alla storia delle idee e del costume, sono sempre sorrette da un giudizio critico.
Museo regionale di Messina Zeri Federico Campagna Cicala Francesca - Novecento, 1995 - Musei.Cataloghi
Museo regionale di Messina - Novecento
Mai con i quadri Zeri Federico Iarrera Carmen - Longanesi, 1997 - Long La Gaja Scienza
Improvviso, come un fulmine, il delitto cala sul chiostro di San Giacinto alle Fontanelle, sede insolita di un ricevimento al quale partecipa il fior fiore della nobiltà e del bel mondo romano. La vittima è Isabella De Gherarducci, titolare della cattedra di storia dell'Arte all'università La Sapienza, insigne critico e donna assai affascinante. Tra lo sgomento generale, le indagini vengono affidate al procuratore Corrado Blasi, uomo di vasta esperienza e d'incurabile scetticismo nei confronti degli esseri umani, soprattutto se questi ultimi appartengono alla nobiltà o comunque a una fascia sociale a lui nettamente superiore, come la principessa Papazzurri o l'antiquario Facchetti, amici (o nemici?) della morta.