Mangiare Libri
Libri di Titolo Mangiare
Mangiare l'autentico. Cibo e alimentazione tra revivalismi culturali e industria della nostalgia Di Renzo Ernesto - Universitalia, 2013 - Nutrizione, Alimen. Scienz. Gastronomiche
Da alcuni anni, gli spazi della comunicazione massmediatica si sono venuti affollando di notizie, consigli, dibattiti e riflessioni riguardanti il cosiddetto cibo locale, proponendolo come una sorta di controriforma alimentare da contrapporre al mito anglosassone del fast food. Esaltato come salutisticamente appropriato e gastronomically correct con i paradigmi alimentari espressi su scala territoriale, il cibo locale - alias tipico, alias paesano, alias casareccio - costituirebbe cioè l'uscita di sicurezza in grado di redimere i gusti contemporanei da infauste derive esterofile e iperlipidiche, consentendone un riorientamento in chiave narcisisticamente nostrana. E così, casce e ova, scripellem'busse, paparotte, bazzoffie, strinù, turcinatieddi, prebuggiun, ciciri e tria, bell e cott, mandilli de sea, hanno progressivamente assunto la connotazione di un mangiare autentico capace di riconnettere gusto e tradizioni, ricette e stagioni, appetiti e salute, stomaci e cittadinanze, secondo consuetudini sedimentatesi nella storia culinaria di ciascun territorio italiano.
Mangiare l'autentico. Cibo e alimentazione tra revivalismi culturali e industria della nostalgia Di Renzo Ernesto - Universitalia, 2015 - Nutrizione, Alimen. Scienz. Gastronomiche
Mangiare l'autentico. Cibo e alimentazione tra revivalismi culturali e industria della nostalgia - Universitalia
Mangiare l'autentico. Cibo e gastronomia tra revivalismi folklorici e industria della nostalgia Di Renzo Ernesto - Universitalia, 2012
Per prolungato tempo, le disquisizioni sul cibo e sulle pratiche alimentari hanno rappresentato per la comunità scientifica un esercizio del tutto privo di interesse conoscitivo; hanno cioè costituito una dimensione marginale del sapere da consegnarsi all'impegno di studiosi volenterosi tuttavia estranei al mondo dell'accademia e della ricerca scientifica accreditata. In altre parole, il discorso sul cibo ha incarnato una dimensione fatua della cultura in cui chi ad esso si dedicava si trovava a sperimentare una incresciosa sensazione di disagio psicologico. Sensazione rinviante a un comune modo di pensare per il quale era da ritenersi privo di significato non solo tutto ciò che aveva il sapore del quotidiano, del popolare e del godereccio, ma anche tutto ciò che rinviava alla sfera della domesticità e del lavoro femminile.