Marina Libri
Libri di Titolo Marina
Marina Paris. Other spaces other chances. Catalogo della mostra (Saint-Étienne, 15 maggio-22 agosto 2010). Ediz. italiana, inglese e francese Hegyi L. (Cur.) - Damiani, 2010
Scatti fotografici che documentano minuziosamente i cosiddetti non luoghi. Ambienti di transito , comuni spazi di attraversamento , scuole, stazioni, sale d'aspetto e spazi pubblici. "La serie dei recenti lavori fotografici di Marina Paris rappresenta vari interni, lunghi corridoi, stanze o sale più o meno grandi di vecchi palazzi, a volte vuote, a volte ammobiliate oppure arredate in altro modo. Le vecchie tappezzerie, i soffitti con decorazioni in stucco, i pavimenti in terracotta o pietra, i parquet, i colori delle pareti e dei soffitti presentano un mondo materiale, reale e afferrabile in cui le esperienze abituali trovano conferma nelle apparenze visive. L'atmosfera di questo ambiente architettonico vuoto è distaccata, abituale, reale e impersonale. Ciò nonostante nasce una strana sensazione, si crea un disorientamento latente, inspiegabile, lo spettatore si chiede se in quegli spazi non ci sia qualcosa che non concorda totalmente con le sue abituali esperienze...osservando più a lungo i lavori recenti di Marina Paris, ci si rende gradualmente conto che tali spazi presentano determinate irregolarità rispetto a una struttura architettonica logica. Ci sono delle porte che non hanno nessuna funzione ragionevole, effetti di luce che non corrispondono alle condizioni reali dello spazio in questione, elementi architettonici che non si addicono alla struttura generale dell'edificio che lo spettatore si immagina, anche se non si tratta di contraddizioni drammatiche". (Lorand Hegyi)
Marina Perez Simao. Black birds. Ediz. inglese e francese Hegyi L. (Cur.) - Silvana, 2009
Questo catalogo presenta i nuovi lavori di Marina Perez Simão (Brasile, 1980. Entrare nell'universo di immagini creato dall'artista vuol dire trovarsi in un mondo allo stesso tempo etereo ed intimo. Figure fragili, fini, incredibilmente leggere, quasi immateriali e a volte trasparenti appaiono all'interno di situazioni enigmatiche, poetiche, ma anche spaventose e immaginarie. I suoi disegni non sono passi di trascrizioni dei gesti. Sono piuttosto un esercizio letterario del ritratto, l'indicazione degli aspetti non visibili di un personaggio. Il risultato è modesto a prima vista, e "anti-monumentalistico". L'esperienza dell'opera non è offerta allo spettatore, ma viene vissuta piuttosto come una riflessione intima, che gli impone una certa esigenza e curiosità che deve essere finalmente rivelata. Testi di: Camila Bechelany, Lóránd Hegyi, Mathew Wood, Sheyla S. Zandonai.