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Matematica per gioco. Oltre duecento giochi e rompicapi per scoprire la magia dei numeri Peiretti Federico - Tea, 2014 - Saggistica Tea
Che la matematica sia (anche) un gioco lo dimostra l'intera sua storia. Ne furono convinti molti tra i più grandi matematici di ogni tempo e paese. Leibniz, per esempio, che si interessò agli scacchi, ai dadi e alle carte, si disse "decisamente favorevole allo studio dei giochi logici, non per il piacere proprio del gioco, ma perché sono di grande aiuto nello sviluppare l'arte della riflessione". Sulla scia di Cardano e Galileo, Pascal si avvicinò ai dadi; volendo capire quale numero fosse più conveniente puntare, giunse a stabilire i primi fondamenti del calcolo delle probabilità. E scrisse: "È notevole come tale scienza, che è cominciata con gli studi dei giochi d'azzardo, si sia elevata ai più importanti oggetti delle conoscenze umane". In tempi più recenti Giuseppe Peano, il cui pensiero influenzò in modo decisivo quello di Russell, scrisse un libro di giochi e problemi logico-matematici, qui ripresi in parte. Uno dei maggiori matematici viventi, John Conway, ha elaborato un algoritmo grazie al quale è possibile scoprire in quale giorno della settimana cadde qualsiasi data del passato. Com'è noto, la matematica non è un'opinione bensì una sfida, ma per affinare la capacità di riflettere sono necessarie intuizione e creatività. Il gioco è la via più semplice per superare blocchi e timori legati alla scienza dei numeri. Chi, giovane o meno, ama il divertimento stimolante troverà in queste pagine molte occasioni per mettere alla prova la propria intelligenza.
Matematica per gioco. Oltre duecento giochi e rompicapi per scoprire la magia dei numeri Peiretti Federico - Longanesi, 2012 - Il Cammeo
Che la matematica sia (anche) un gioco lo dimostra l'intera sua storia. Ne furono convinti molti tra i più grandi matematici di ogni tempo e paese. Leibniz, per esempio, che si interessò agli scacchi, ai dadi e alle carte, si disse "decisamente favorevole allo studio dei giochi logici, non per il piacere proprio del gioco, ma perché sono di grande aiuto nello sviluppare l'arte della riflessione". Sulla scia di Cardano e Galileo, Pascal si avvicinò ai dadi; volendo capire quale numero fosse più conveniente puntare, giunse a stabilire i primi fondamenti del calcolo delle probabilità. E scrisse: "È notevole come tale scienza, che è cominciata con gli studi dei giochi d'azzardo, si sia elevata ai più importanti oggetti delle conoscenze umane". In tempi più recenti Giuseppe Peano, il cui pensiero influenzò in modo decisivo quello di Russell, scrisse un libro di giochi e problemi logico-matematici, qui ripresi in parte. Uno dei maggiori matematici viventi, John Conway, ha elaborato un algoritmo grazie al quale è possibile scoprire in quale giorno della settimana cadde qualsiasi data del passato. Com'è noto, la matematica non è un'opinione bensì una sfida, ma per affinare la capacità di riflettere sono necessarie intuizione e creatività. Il gioco è la via più semplice per superare blocchi e timori legati alla scienza dei numeri. Chi, giovane o meno, ama il divertimento stimolante troverà in queste pagine molte occasioni per mettere alla prova la propria intelligenza.
Matematica per gioco. Oltre duecento giochi e rompicapi per scoprire la magia dei numeri Peiretti Federico - Hachette (Milano), 2017 - Sfide E Giochi Matematici
Come diceva Euclide, non esiste una strada comoda e facile per arrivare alla conoscenza profonda della matematica, però c'è una scorciatoia che permette a chiunque di apprezzarne la bellezza: il gioco. Ne erano convinti molti grandi matematici di ogni tempo. Il tedesco Leibniz si interessò ai dadi e agli scacchi e dichiarò di essere molto favorevole allo studio dei giochi logici "non per il piacere proprio del gioco, ma perché questi sono di grande aiuto nello sviluppare l'arte della riflessione". Il francese Pascal si appassionò al gioco dei dadi e studiandolo pose i fondamenti del calcolo delle probabilità. L'italiano Peano, il cui pensiero influenzò profondamente Bertand Russel, era convinto che la via dell'insegnamento passasse attraverso il gioco e scrisse un libro di arguti enigmi logico-matematici.