Odi Libri
Libri di Titolo Odi
Odio Borla Andrea - Edizioni Npe, 2008
I semi dell'odio sono piccoli e neri, come quelli del papavero. Un occhio poco attento potrebbe scambiarli per minuscoli sassolini o granelli di polvere attaccati gli uni agli altri. Non bisogna tuttavia farsi ingannare dalla loro apparente irrilevanza. In breve tempo si trasformano in piante rigogliose e forti, difficili da sradicare e pronte a generare altri semi. L'odio genera altro odio, con una prolificità che batte di gran lunga quella dei conigli. Per generare odio è necessario però partire da un altro sentimento. Serve un concime, tanto per proseguire nella metafora di prima. Nella mia storia il concime è la gelosia. Devo aver letto da qualche parte che i soldi, la gelosia e l'invidia sono le cause più frequenti degli omicidi. Non è una teoria sbagliata, almeno per la mia esperienza.
Odio Borla Andrea - Tespi, 2008 - Narrativa
Ascoltate l'assassino raccontare la sua storia e scoprite l'identità della vittima in un avvincente giallo al contrario. Attraverso la sua confessione in carcere, il protagonista di questa storia ripercorre le vicende che lo portarono a commettere l'assassinio; ad uno ad uno, ci vengono presentati tutti i personaggi del romanzo, dal caro amico Franco alla bella e avvenente Kym, dal dottor Testa allo sfortunato Mario: ognuno di questi è la possibile vittima, ognuno di questi è intrecciato nei fili della vicenda e ha sparsi intorno i semi dell'odio, "piccoli e neri, come quelli del papavero", ma che hanno come concime la gelosia. Un romanzo di violente passioni scandito dai racconti che il protagonista scrive in carcere: storie di rabbia e di violenza, di perversione e di pazzia, specchi - appunto - del suo animo tormentato dall'odio.
Odio Borla Andrea - Nicola Pesce Editore, 2007 - Ducas
I semi dell'odio sono piccoli e neri, come quelli del papavero. Un occhio poco attento potrebbe scambiarli per minuscoli sassolini o granelli di polvere attaccati gli uni agli altri. Non bisogna tuttavia farsi ingannare dalla loro apparente irrilevanza. In breve tempo si trasformeranno in piante rigogliose e forti, difficili da sradicare e pronte a generare altri semi. Piero Scacchi si ripete molto spesso questi concetti. Piero ha tanto tempo a sua disposizione, e può utilizzarlo per coltivare i pensieri che più lo aggradano. Deve scontare vent'anni di carcere per omicidio, e vent'anni solo davvero lunghi da far passare. Piero legge, riposa, dorme, parla con i compagni di cella, tutte occupazioni che lui definisce orizzontali. Quando un giorno si stufa di quel monotono susseguirsi di azioni sempre uguali decide che è venuto il momento di cercare qualcuno a cui raccontare per filo e per segno la sua storia. All'inizio Piero pensa se sia il caso di presentarsi dallo psichiatra del carcere o di bussare alla porta del cappellano. Alla fine sceglie il primo dei due: Piero non è alla ricerca né del perdono né della redenzione, ma solo di qualcuno che lo aiuti a ripercorrere insieme i fatti che l'hanno visto protagonista e a scoprirne i lati ancora oscuri.