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Opere e giorni. Testo greco a fronte Esiodo Arrighetti G. (Cur.) - Garzanti, 2008 - I Grandi Libri
Esiodo, il più antico scrittore di cui si abbiano notizie storiche, trascorse la vita nel podere lasciatogli dal padre in Beozia, trovando proprio nel lavoro la principale ispirazione per la sua vocazione di poeta. "Opere e giorni", infatti, è un poemetto didascalico che raccoglie norme per l'agricoltura e la navigazione e tratta i problemi della convivenza e della vera giustizia. È dunque una ricchissima fonte di informazioni sulle condizioni di vita nella Grecia arcaica, ma è soprattutto un "poema sul destino dell'uomo", perché attraverso miti, favole e insegnamenti Esiodo dimostra il fondamento etico e religioso del lavoro, unico strumento che riscatta l'uomo dalla condizione ferma e gli permette di vivere dignitosamente in armonia con il cielo.
Opere Esiodo Arrighetti G. (Cur.) - Einaudi, 1998 - Biblioteca Della Pléiade
Esiodo è sempre stato considerato cantore degli dei, perché ha saputo costruire mitologie articolate, e cantore degli uomini, come poeta capace di descrivere con amorosa precisione il lavoro umano. Ma sia che parli di genealogie divine o delle esperienze umane, con la sua poesia Esiodo ha cercato di dare ragione del mondo: come è arrivato a essere quello che è, quali sono i principi e le forze che lo governano. Rispetto a Omero il suo intento conoscitivo è assai più "moderno". Esiodo dichiara spesso i limiti delle sue conoscenze: l'ispirazione, l'insegnamento delle Muse non bastano a coprire l'estensione del sapere. Esiodo rinuncia dunque all'onniscienza e cerca di dare un ordine alla caoticità del mondo.