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Paesaggi del novecento. Autori e progetti Capuano A. (Cur.) Frediani D. (Cur.) - Letteraventidue, 2021 - Et. Paesaggio E Ambiente
Per tutto il corso del Novecento, l'aspirazione a un contatto più genuino tra l'uomo e l'ambiente naturale ha condotto ad intravedere nel progetto di paesaggio una "occasione necessaria" per proporre inedite e più consapevoli modalità di prefigurazione dei luoghi. Il volume si interroga sul progetto di paesaggio attraverso la lente della cultura figurativa, ovvero quella capacità del pensiero di tradurre le idee in progetti, i concetti in forme. Le opere che vi sono presentate sono significative non solo in quanto esperienze di una cultura progettuale matura e operante, ma anche per la loro capacità di interpretare temi che si intrecciano con le arti visive, le scienze naturali e sociali. Più che proporsi come un atlante di realizzazioni, questa raccolta vuole costruire un termine di confronto attraverso quattro categorie che con i progetti si è tentato di intercettare: paesaggi della memoria, paesaggi domestici, paesaggi d'invenzione, paesaggi dell'emergenza. I contributi, sempre costruiti a partire dal rapporto tra pensiero e sua concretizzazione, tentano di restituire un panorama complesso e variegato, facendo emergere quella costellazione di autori e progetti che ha dato vita ai Paesaggi del Novecento. Contributi di: Alessandra Capuano, Giulia Cazzaniga, Isotta Cortesi, Stefano Damiano, Fabio Di Carlo, Federico Di Cosmo, Benedetta Di Donato, Daniele Frediani, Vincenzo Gioffrè, Achille Maria Ippolito, Annalisa Metta, Philippe Poullaouec-Gonidec, Sara Protasoni, Luca Reale, Eleonora Tomassini, Laura Zampieri.
Paesaggi di rovine e paesaggi rovinati-Landscapes of ruins ruined landscapes. Ediz. bilingue Capuano A. (Cur.) - Quodlibet, 2014 - Quodlibet Studio. Città E Paesaggio
L'Italia è disseminata di paesaggi in cui il rapporto tra archeologia, spazio urbano e natura, rappresenta un terreno materiale e concettuale per possibili sinergie fisiche e culturali. Se non dobbiamo guardare al classico come morta eredità, ma come qualcosa da riconquistare ogni giorno, l'archeologia può rappresentare un punto di partenza per definire nuovi valori relazionali, fondati sul riconoscimento di appartenenze e avvalorati dalla condizione di poter far parte simultaneamente dei processi culturali ed economici del passato e della contemporaneità. Il valore simbolico della storia e la coscienza del passato - che ricoprono un ruolo così importante nella cultura mediterranea - hanno invece spesso determinato una preoccupante e schizofrenica rigidità nei confronti della trasformazione dei luoghi, producendo un'anacronistica cesura spazio-temporale tra passato e futuro, tra conservazione e innovazione.