Pompeii Libri

Libri di Titolo Pompeii

Pompeii. In the sign of Isis. Ediz. illustrata libro
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LIBRO   9788866481300

Pompeii. In the sign of Isis. Ediz. illustrata Dal Maso Cinzia   -  24 Ore Cultura, 2013

L'egittomania moderna è nata a Pompei. Lì venne alla luce, nel dicembre del 1764, il primo tempio egizio che gli Europei avessero mai visto: il Tempio di Iside. Subito diventò il simbolo dell'Egitto per eccellenza, visitato da letterati, artisti e regnanti di ogni dove. Scatenò una passione per l'Egitto irrefrenabile e fascinosamente connotata da moda, esoterismo e suggestioni massoniche. La sua fantasiosa fortuna fu pressoché infinita tanto nel campo dell'iconografia quanto in quello della letteratura. Ma quel tempio, e la venerazione per la grande e onnipresente Iside, erano assai importanti già nella Pompei antica. Il tempio fu l'unico edificio di culto cittadino restaurato al momento dell'eruzione, mentre gli altri conservavano ancora le macerie del terremoto del 62 d.C. E la quotidianità della devozione popolare a Iside si riconosce ovunque in città, sia nei numerosi sacelli dedicati alla dea nelle varie abitazioni, sia nelle statuette isiache che molti tenevano in casa o appesi al collo come potente amuleto: come la fanciulla che l'eruzione immobilizzò a porta Nola mentre teneva con sé una piccola Iside in argento, che avrebbe dovuto proteggerla nella fuga. A Pompei si riflettono anche gli echi dell'egittomania che aveva colpito un po' tutto il mondo romano antico, specie dopo la conquista dell'Egitto da parte di Ottaviano. Allora le architetture negli affreschi di terzo stile vennero tutte impreziosite da motivi egittizzanti.

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LIBRO   9788866481157

Pompeii. The art of loving. Ediz. illustrata Dal Maso Cinzia   -  24 Ore Cultura, 2012

È veritiera la fama di Pompei città dissoluta, e per questo "punita" dall'eruzione? C'erano davvero, tra le sue vie, lupanari e prostitute a ogni angolo? O piuttosto, come tante altre città, era semplicemente protetta da Venere, col tempio della dea dell'amore vicino al porto, con le sue brave scritte sui muri e, in fondo, un solo lupanare dichiaratamente tale? I suoi numerosi, famosi affreschi e graffiti di argomento erotico erano realmente licenziosi, oppure appaiono tali solo alla nostra pruderie imbevuta di morale cristiana? Quello che è certo è che i romani vivevano il sesso con maggiore disinvoltura di noi. Giocavano e ironizzavano sul sesso con una naturalezza che noi abbiamo perduto. In questo, i Pompeiani non erano affatto più "dissoluti" di altri cittadini dell'impero. Eppure, in quella città, qualcosa di assolutamente particolare, qualcosa, se vogliamo, di "strano" cera: l'abbondanza e la varietà dei riferimenti sessuali nella Pompei del 79 d.C. non hanno pari nel mondo romano a noi noto. Che, almeno in quegli anni, Pompei fosse qualcosa di più di un "porto di mare" come tanti altri è ipotesi suggestiva, che le pagine di questo volume illustrano e approfondiscono cercando di non perdere il filo sottile che ancora ci lega a quell'antica, vitale umanità.

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disp. incerta
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