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Quando viaggiare era un'arte. Il romanzo del Grand tour Brilli Attilio - Il Mulino, 2017 - Intersezioni
Nel Grand Tour, intrapreso per oltre due secoli da intellettuali e rampolli dell'aristocrazia europea, l'esperienza del viaggio diventa strumento di formazione. Si partiva per confrontarsi con l'ignoto, per «strofinare il proprio cervello contro quello degli altri», come diceva Montaigne, per conoscere le vestigia delle civiltà antiche. È della dimensione storica e letteraria del viaggio che trattano queste pagine, compresi gli aspetti materiali, tanto romanzeschi quanto misconosciuti, interrogandosi anche sul ruolo e il destino del viaggiatore nel mondo contemporaneo, quasi a verificarvi la perdila di un'affascinante occasione d'avventura intellettuale e di una nobilissima arte.
Quando viaggiare era un'arte. Il romanzo del Grand tour Brilli Attilio - Il Mulino, 1995 - Intersezioni
Il viaggiare acquistò i connotati di una vera consuetudine didattica nel XVIII secolo. L'età dei viaggiatori oscillava tra i 16 e i 22 anni e il viaggio era completamento di una buona educazione. Ci si aspettava che dall'esperienza il giovane ne acquisisse intraprendenza, coraggio, attitudine al comando, conoscenza di costumi, galatei e lingue straniere, conoscenze necessarie alla futura classe dirigente. Al viaggio si accompagna la produzione di diari, epistolari, guide, relazioni cui l'autore attinge a piene mani per il suo volume. Illustra itinerari, stagioni e luoghi di sosta; descrive i dettagli del viaggio materiale con il suo corredo di carte, passaporti, bauli, guardaroba e armi; descrive la vita in carrozza e i suoi protagonisti, le camere, le locande.
Quando Firenze divenne capitale 1865-1871 Brilli Attilio - Minerva Edizioni (Bologna), 2014 - I Libri Della Buonanotte
Queste pagine intendono narrare la straordinaria metamorfosi di una città rimasta immutata, sino al 1865, nel suo impianto medievale, la quale viene chiamata all'improvviso ad ospitare la capitale del nuovo Stato unitario. Quasi fosse un viaggiatore di quei tempi, il lettore ripercorre le profonde trasformazioni del tessuto storico cittadino, a cominciare dall'abbattimento della cerchia muraria medievale per consentire lo scorrimento dei viali e la creazione di nuovi quartieri residenziali. La narrazione prosegue quindi con l'apertura del Viale dei Colli, con la creazione dei Lungarni e con gli interventi risanatori nel cuore della città. Interventi che comprendono l'abbattimento del Mercato Vecchio e del ghetto, recuperando l'area che corrisponde all'attuale Piazza della Repubblica e palazzi adiacenti. Il lettore può così rendersi conto, anche sulla scorta di vivaci e perfino divertenti impressioni di illustri testimoni stranieri, come l'attuale volto di Firenze sia il risultato di un equilibrato confronto fra l'incantevole città sigillata nel suo passato medievale e le esigenze di una città moderna che vive nel presente e guarda al futuro.