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Richelieu. Alle origini dell'Europa moderna Romeo Rosario Pescosolido G. (Cur.) - Donzelli, 2018 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Anno accademico 1963-64. Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma. Rosario Romeo - giovanissimo professore ordinario e già uno dei più prestigiosi storici italiani - tiene le sue prime lezioni. Il corso ha per oggetto un protagonista della storia europea dell'età moderna: il cardinale Richelieu. Per quel corso Romeo scrive un fascio di dispense, oggi introvabili, ma rimaste memorabili tra gli allievi. Rilette a distanza, quelle pagine offrono un saggio di stupefacente vigore interpretativo dell'ascesa al potere del più grande uomo politico del Seicento. E questa la fase - come sottolinea nell'Introduzione Guido Pescosolido, allora allievo di Romeo - nella quale prendono forma e si consolidano le costanti della storia degli ordinamenti politici e degli equilibri di potenza in Europa, destinate a proiettarsi nei secoli successivi. Ancora in pieno Ottocento, il movimento nazionale per l'unificazione italiana e il suo maggiore artefice, Cavour, dovranno fare i conti con le onde lunghe di quelle vicende: l'assolutismo monarchico come forma di regime politico-istituzionale e gli equilibri di potenza incarnati dalla lotta tra Francia e Impero asburgico, in un quadro di frammentazione politico-militare delle altre due componenti decisive dello spazio europeo, l'Italia e la Germania. Si spiega così l'attenzione che Romeo dedica a Richelieu e alla Francia del Seicento, proprio nel momento in cui era ancora immerso nelle roventi polemiche con la storiografia marxista sull'interpretazione gramsciana del Risorgimento e sullo sviluppo capitalistico italiano postunitario, ma stava anche lavorando intensamente alla monumentale biografia su Cavour che vedrà la luce in seguito. Stupisce, in queste pagine, l'ampiezza di visione e la forza dello sguardo prospettico di Romeo. E colpisce la capacità, oggi malauguratamente perduta, di abbracciare contemporaneamente, nella pratica storiografica, ambiti e periodi così diversi, rifuggendo da eccessi di specialismo, pur senza alcuna deroga al rigore e alla serietà dell'indagine.
Rodolfo Valentino. Un mito dimenticato Romeo A. (Cur.) - Mimesis, 2014 - Sociologie
Il volume propone l'analisi di un uomo, la cui capacità comunicativa, diviene oggetto di studio da più prospettive. Il cinema, il teatro, la moda, sono i principali "spazi" creativi in cui Rodolfo Valentino è l'attore protagonista. Attraverso il contributo di diversi studiosi, provenienti da discipline differenti, il testo rilegge il percorso di un uomo del sud che già agli inizi del 1900 crea uno stile comunicativo, non indifferente agli esteti, ai sociologi e agli antropologi. È proprio a partire dalle loro analisi, che si vuole riportare in auge, un comunicatore d'altri tempi, il cui fascino rimane indelebile anche oggi, epoca fortemente dominata dalle nuove tecnologie e dalla rete. I contributi toccano cinema, teatro, moda, estetica. Un volume con un approccio sociologico, antropologico e semiotico, che analizza il percorso di un divo del sud che ha portato il Made in Italy nel mondo. II testo contiene i contributi di Mariselda Tessarolo, Angelo Romeo, Mariella Nocenzi, Patrizia Calefato, Sergio Brancato, Vito Zagarrio, Bonizza Giordani Aragno, Anton Giulio Mancino, Lia Luchetti, Massimo Locatelli, Francesco Specchia, Savino Zaba.
R.E.M. live show Romeo A. (Cur.) - Blues Brothers, 2012
Bill Berry: «Ho odiato Mike Mills dalla prima volta che l'ho visto. Era il classico tipo del secchione, era tutto quello che io disprezzavo: era un ottimo studente nella manica dei professori, che non fumava né marijuana né sigarette (io stavo sperimentando la dimensione lisergica)... Poi, purtroppo, lui è diventato il mio migliore amico, e io il suo». Michael Stipe: «Peter mi portò in un club, dove mi fece conoscere Bill e Mike. La prima cosa che all'uscita del club dissi a Peter fu: "Non starò mai in una band in compagnia di gente del genere!"...». Peter Buck: «Non sapevamo come chiamare la nostra band... Pensammo a un nome come Cans of Piss ("Lattine di piscio"), poi ci venne in mente la faccia dei nostri genitori... Una notte, dal vocabolario saltò fuori Rem...».