Raffaello Libri
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Raffaello pittore archeologo. Eguagliare e superare gli antichi Farinella Vincenzo - Carocci, 2021 - I Tempi E Le Forme
Il volume riesamina il rapporto di Raffaello con la cultura figurativa e letteraria Vincenzo Farinella dell'antichità classica, decisivo per orientare la sua arte verso risultati che saranno ben presto sentiti come esemplari, seguendo le principali tappe della sua vita: dall'officina urbinate, dove si è formato, alla Firenze di Leonardo e Michelangelo, dove ha compiuto una importante metamorfosi stilistica, alla Roma dei papi Giulio II e Leone X, dove i resti dell'antichità costituivano una presenza costante e ineludibile. La progressiva scoperta del mondo antico ha condotto Raffaello ad acquisire competenze antiquarie sempre più raffinate, tali da proporre, col tempo, una nuova figura di artista archeologo, capace non solo di realizzare, a partire dalla Stufetta del cardinal Bibbiena, invenzioni dove il mondo classico sembrava davvero rinascere nel presente, ma di mettersi alla prova anche sul piano teorico, con la cruciale epistola sulla ricostruzione di Roma antica redatta insieme a Baldassar Castiglione. Raffaello diventa così, per secoli, il "nuovo Apelle", l'artista capace come nessun altro di calarsi nei panni e nello spirito dei sommi artisti antichi celebrati dalle fonti letterarie classiche.
Raffaello e la Domus Aurea. L'invenzione delle grottesche Farinella Vincenzo - Electa, 2020 - Soprintendenza Archeologica Di Roma
Una scoperta avventurosa, uno straordinario alfabeto figurativo, un luogo mitico come la Reggia di Nerone, una nuova passerella sospesa ad opera di Stefano Boeri: 5 ingredienti per un evento memorabile, la mostra Raffaello e la Domus Aurea, di prossima apertura. Dalle pagine del catalogo emerge l'eccezionale storia della riscoperta della pitture antica sepolta nelle grotte dell'originaria Domus Aurea di Nerone e la sua interpretazione ad opera del grande pittore. Una storia che comincia intorno al 1480, quando alcuni pittori, tra i primi Pinturicchio, Filippino Lippi e Signorelli, si calano nelle cavità del colle Oppio - definite appunto grotte - per recarsi, alla luce delle torce, ad ammirare le decorazioni pittoriche - da allora chiamate "grottesche" - di antichi ambienti romani. Intorno alla metà del secondo decennio del Cinquecento, fu però proprio Raffaello a comprendere a fondo la logica dei sistemi decorativi della residenza neroniana, riproponendoli organicamente, grazie alle sue profonde competenze antiquarie, in numerosi capolavori ricordati in questa esposizione, a cominciare dalle Stanze Vaticane. Questa straordinaria invenzione si dipana dalla mano del genio di Urbino per i secoli a venire, fino al XX secolo: dalla scoperta, all'invenzione di Raffaello, alla diffusione delle grottesche in Italia e in Europa tra XVII e XIX secolo, fino alla loro interpretazione, coi medesimi aspetti onirici, ad opera dei Surrealisti.
Raffaello Farinella Vincenzo - 5 Continents Editions, 2004 - Galleria Delle Arti
Genio del mutamento, dell'assimilazione e della sperimentazione, Raffaello Sanzio da Urbino (1483-1520) si è confrontato, nei vent'anni del suo percorso artistico, con tutte le "maniere" con cui è entrato in contatto: in Umbria, col padre Giovanni Santi, con Pinturicchio e con Perugino; a Firenze, con Leonardo e Michelangelo; infine a Roma, con la pittura dei maestri veneti e l'arte classica, mettendo costantemente in crisi i risultati raggiunti, anche se apparentemente "perfetti". Questa nuova immagine di Raffaello, conseguenza degli sudi recenti e delle campagne di restauro di opere capitali come gli affreschi delle Stanze Vaticane, ha finalmente sgombrato il campo da qualsiasi sospetto "accademico" sul pittore.