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Roma antica Giardina A. (Cur.) - Laterza, 2014 - Biblioteca Storica Laterza
"Il carattere della Roma antica è tutto in un inevitabile equivoco, racchiuso nell'espressione 'storia di Roma'. Non ci sono incertezze né ambiguità se diciamo 'storia di Parigi', o di Londra, o di qualunque altra città del mondo. Ma se diciamo 'storia di Roma', non sappiamo bene di quale storia esattamente si tratti: se della città intesa in senso stretto, o anche di quella parte cospicua della superficie e della popolazione terrestre che per molti secoli fu sottoposta al suo dominio. Anche un gioco di parole facile e un po' stucchevole come quello che accosta urbs (la città) e orbis (il mondo), può cogliere una verità profonda". Come già riconoscevano gli antichi, è impossibile scrivere una cronaca della storia della città di Roma. È possibile invece recuperare alcune immagini essenziali, fatte di spazi fisici e sociali, di cose e di uomini, che ne segnarono il carattere e la resero unica al mondo. Dalla fondazione all'età gotica, Andrea Giardina racconta, con firme di grande prestigio, oltre tredici secoli che hanno depositato in Roma un numero incalcolabile di edifici e di storie.
Roma antica Giardina A. (Cur.) - Laterza, 2010 - I Robinson. Letture
Dalla fondazione all'età gotica, Andrea Giardina racconta, con l'aiuto di studiosi internazionali, oltre tredici secoli che hanno depositato in Roma un numero incalcolabile di edifici e di storie. Il volume, che ha avuto un'edizione precedente nella collana "Storia e società", contiene saggi di: Mary Beard, Guglielmo Cavallo, Tim J. Cornell, Jean-Michel David, Florence Dupont, Augusto Fraschetti, Andrea Giardina, Giusto Traina, Rita Volpe, Paul Zanker.
Roma caput mundi. Catalogo della mostra (Roma, 3 ottobre 2012-10 marzo 2013) Giardina A. (Cur.) Pesando F. (Cur.) - Electa, 2012 - Cataloghi Di Mostre
Il catalogo rende conto di una mostra complessa e articolata che ha l'ambizione di scardinare finalmente gli stereotipi dell'opinione diffusa sui Romani: un popolo violento, razzista, teso ad esercitare e a rafforzare il proprio dominio, allo sfruttamento delle altre genti, alla repressione del dissenso politico e delle religioni dissonanti con quella di Stato. Dai testi epigrafici, dall'attenta disamina delle fonti storiche e letterarie greche e latine, dalle testimonianze archeologiche e dai documenti dell'arte finalmente spiegati scopriamo che i Romani non erano sensibili alla purezza della stirpe, visto che fin dalle origini la loro era stata una Città aperta all'integrazione. I saggi contenuti nel volume sono numerosi, brevi e avvincenti nella scrittura perché pensati per un pubblico più vasto di quello degli specialisti e dei cultori della materia. L'apparato iconografico è molto ricco e illustra sia le numerose opere in mostra sia le iscrizioni e i monumenti più significativi in questo ambito socio-politico e culturale.