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Libri di Titolo S
Sono io che me ne vado Bellocchio Violetta - Mondadori, 2009 - Strade Blu. Fiction
Layla ha ventotto anni, un nome ispirato a una storia di tradimenti tra rockstar, un talento innato per fare del male alla gente e un sacco di lavori spiritualmente degradanti alle spalle. Ma vuole tirare una bella riga sul passato. Abbandonata la metropoli, Layla si trasferisce nell'entroterra della Versilia, dove non ha nessun legame, a parte una casa ereditata anni prima. "La Bambola": così si chiama la casa, così si chiamerà il bed & breakfast che la ragazza apre pur non avendo alcuna propensione per l'ospitalità. Al fianco di Layla spunta Sean, un ragazzo dai capelli rossi e dalla famiglia misteriosa. Assunto come web designer, diventa il tuttofare dell'albergo, un incrocio tra maggiordomo, vittima e migliore amico. I due sembrano nati l'uno per l'altra. Forse lo sono. La vita quotidiana scorre tra scambi di battute urticanti, ricostruzioni storiche morbose per attrarre clienti o ingannare la noia, visite della più varia umanità, divagazioni su attrici scomparse e passatempi poco innocenti. E a poco a poco viene fuori cosa ha portato Layla sin qui: il rapporto con i genitori separati, le fughe dalla scuola, il passaggio in collegio, le amicizie interrotte, il rifiuto dell'amore. La sua saggezza carica di cinismo lascia trapelare tanti, troppi segreti ben custoditi. E quando il passato bussa alla porta della "Bambola", chiudendo il cerchio con il presente, un coltello d'argento dalla lama affilata sembra l'unico strumento che serve. Ma forse non basterà più.
Studio privato Bellocchio Violetta - 66Thand2nd, 2025 - Bookclub
Come può la stessa persona nello stesso periodo e nella stessa città, Milano, venire considerata una «pazza» da tenere a bada con robuste dosi di psicofarmaci (prescritti dopo un colloquio di dieci minuti) e una brillante professionista capace di offrire un «sostegno terapeutico» (non meglio precisato e pagato in nero) a clienti tanto ricchi quanto disperati, persi dentro un labirinto di naturopati, life coach, sedicenti specialisti in medicina tradizionale cinese, centri estetici e beauty farm? La contraddizione non è solo della donna che vive e scrive queste esperienze, al contrario è tipica di un'epoca e di un luogo che ci vogliono sì attenti alla salute mentale, ma nella misura in cui questo ci consente di essere performanti senza sosta, inesauribili nel reinventarci sul mercato, capaci di produrre e fatturare in ogni condizione. Da un lato Violetta cade dunque facile preda di medici che vanno di fretta, rimbalzando di studio privato in studio privato, dall'altro si ritrova arruolata come «psicologa» da un gruppo di improbabili «curatori» interessati soltanto a spremere denaro dalle persone più fragili. Bellocchio ci regala un racconto intimo, lirico e affilato, che si raddoppia in una tragicommedia scatenata su una metropoli in continuo e convulso mutamento.