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Sibilla di Medania. L'ultima vedova degli Altavilla Cuttrera Sabato Bascetta Arturo - Abe, 2025
Su Sibilla di Sicilia Regina di Palermo, altrimenti detta Sibilla di Medania, o di Acerra, non ci sono più dubbi che sia la stessa persona. Non bisogna però fare confusione, essendoci più sovrane di tal nome, con la Sibilla angioina di Gerusalemme, diva dei romanzi ottocenteschi, ai tempi della conquista del S.Sepolcro da parte del Saladino, o con la Sibilla delle Fiandre, sorella di Goffredo il Bello. E' però vero che la nostra Regina rischia di mandare ugualmente in confusione il lettore perché fu retrocessa a a Contessa di Lecce, spuntata nel pieno della guerra fra guelfi e ghibellini, quando Brindisi fu col marito Re Tancredi, e il papa costrinse monache, chiese e benedettini a voltare le spalle a quest'ultimo sovrano degli Altavilla, lasciando che la vedova perdesse due troni. Dopo una lunga premessa di chicche storiche sull'area di Lecce, Ostuni, Cassino, e la guerra fra Guglielmo il Buono e quello Cattivo, il libro riparte dalla fondazione di San Giovanni in Lecce, voluta a suo tempo da Accardo, per rilanciare la figura del bistrattato Conte di Lecce, il quale assurge a Re, e della sua vedova, retrocessa a Contessa. I succosi capitoli su Sibilla sono una continua scoperta di una bella figura di Acerra, del sangue dei D'Aquino-Medania, madre di cinque figli dispersi, designata a Regina di Palermo, dopo essere stata prigioniera dell'avversa Costanza di Sicilia, poi trattenuta anch'essa dalla stessa a Salerno, salvata dal nemico, e poi costretta dal papa al ritiro, pronto a rilanciare il Regno di Dio in terra. L'ex Contea di Lecce sarebbe stata la sede ideale per l'esilio del Re, poi della vedova, infine della figlia, allontanando i protagonisti dalla scena politica, costringendo l'erede a sposare l'ultimo dei Brienne del Lussemburgo, casata prossima al trono di Gerusalemme. Nelle pagine centrali di queste irrequiete cronache, tornano sulla scena i Templari, che richiamano l'Imperatore Enrico VI nel Regno, per consegnargli Napoli, Salerno e la Sicilia. Da qui la fuga dei reali di Palermo nel castello di Caltabellotta, il tranello del fantomatico accordo con la Regina vedova, poi rinnegata e spodestata; sorte toccata a tutto il Regno della Chiesa. Ma al papa basterà farsi nominare tutore del piccolo Federico II, e rieccolo governare dieci anni, ripartendo da Andria, per tenere a bada l'ormai innocua progenie leccese del fu Tancredi da Carovigno, dopo aver fatto uccidere Enrico VI, esiliare Costanza e Sibilla, invadere la Puglia, da Lecce a Taranto. Sono le due città riaffidate agli ormai innocui Tancredini e ai Brienne, con la spumeggiante Albiria, pronta a consegnare l'eredità del Regno Ultra di Capua al generale Sanseverino dei Tricarico. Questi, liberate Calabria, Lucania e Puglia, ripartono da Lecce, vicaria e metropolia del reame capuano della Sicilia continentale, per tentare, inutilmente, di ripristinare l'antico Regno di Puglia.
San Luigi D'Angiò. Ludovico Di Nocera principe e santo Cuttrera Sabato - Abe, 2022 - Donne Reali E Uomini D'arme
La sua nuova vita cominciò alla morte del fratello Carlomartello, Re titolare d'Ungheria, avvenuta a Napoli, il 12 agosto 1295, allorquando, da secondogenito, divenne erede universale di quattro regni. Essi erano: 1. Napoli; 2. Gerusalemme; 3. Ungheria; 4. Sicilia. Quindi, come figliuolo maggiore di tutti quelli che restavano in casa, fu erede non solo del regno di Napoli e di Gerusalemme, ma eziandio della Contea di Provenza in Francia. Ma Re Giacomo di Castiglia, lo fece prigioniero e liberò il padre, in cambio della mano della figlia Sancia per Roberto e così saltò tutto, ma Luigi ebbe la cattedra vescovile senza essere mai stato prete e poco dopo morì e fu fatto santo. Con le sue reliquie, genitori e parenti, fondarono numerose chiese, poi divenute celebri e servite agli Angioini per rafforzare il potere politico a danno dei Castigliani. A lui si deve il ritrovamento della Madonna di San Luca conservata, donata e venerata a Casaluce di Aversa dal santo nato a Nocera dei Pagani, o forse a Lucera di Foggia, che prese forma fra i ruderi dell'Ate di Lucerinum di Arechiana memoria.
Symon de Beauvoir, l'ammiraglio dei Vespri. Il fondatore del castello di Belvedere (guerra ai siciliani e mistero dei casali scomparsi) Cuttrera Sabato - Abe, 2026 - Donne Reali E Uomini D'arme
Prologo. Simone giustiziere regio e fondatore di Belvedere. Alla fine del XIII secolo, mentre il Mediterraneo è scosso dalla sanguinosa Guerra dei Vespri Siciliani, la Calabria Citra non è una periferia isolata, ma il cuore strategico di un potere immenso. A governare questo territorio c'è Simone di Belvedere, un cavaliere d'Oltracque scelto direttamente dalla dinastia d'Angiò per ricoprire uffici di altissima responsabilità istituzionale e militare: prima come inflessibile Giustiziere regio e, successivamente, come Viceammiraglio del Regno con una giurisdizione marittima sconfinata, estesa dal fiume Tronto fino a Crotone. Sotto il suo comando, le coste, le flotte e i destini marittimi di mezza Italia rispondono agli ordini che partono dalla fortezza tirrenica. Questo libro, basato sul rigoroso scavo delle pergamene superstiti della Cancelleria Angioina, sui repertori di Carlo De Lellis e sui manoscritti inediti della Biblioteca Civica di Cosenza, restituisce per la prima volta l'assoluto protagonismo del feudo di Belvedere nelle dinamiche geopolitiche del Medioevo. Il saggio storico non si limita a ricostruire le rotte e le battaglie navali del Viceammiraglio del Re, ma si addentra nei misteri del suo entroterra. Pagina dopo pagina, l'autore guida il lettore in un vero e proprio "giallo storico" alla scoperta della geografia perduta di Meiano, Ussano e Columiano: tre casali medievali oggi scomparsi, frammenti di un mosaico feudale e demografico inghiottito dai secoli che riemerge finalmente dalle nebbie del tempo grazie ai documenti d'archivio. Dallo scontro epico dell'assedio militare del 1289 fino ai registri d'estrazione del 1290, l'opera offre un viaggio straordinario e accessibile tra antichi documenti e identità territoriale. Un volume fondamentale, ideale per gli appassionati di storia patria e per l'intera cittadinanza, che restituisce alla comunità di Belvedere Marittimo le sue radici medievali e il suo glorioso passato.